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Alimentazione

DI ALESSANDRA CANTONE
La conoscenza del comportamento del cavallo al pascolo è la base per individuare come le modifiche delle sue abitudini naturali possano influire in maniera determinante sul suo equilibrio psico-fisico.

I cavalli amano mangiare di notte.
Se rimangono nel box assicuriamoci che il pasto più abbondante di fieno lo abbiano alla sera invece che al mattino.

La quantità di tempo che i cavalli dedicano al pascolo varia considerevolmente in rapporto a molti fattori di natura ambientale; è ad esempio di minore durata se le condizioni atmosferiche sono avverse (troppo caldo o troppo freddo), quando la quantità di foraggio disponibile è elevata, quando gli animali si trovano isolati dal resto del gruppo , in presenza di alimenti sgradevoli o ancora se si tratta di soggetti in giovane età; esiste anche una variabilità individuale e dipendente dalla posizione gerarchica nel branco.

I cavalli adulti quando si trovano al pascolo con abbondanti disponibilità di foraggio e senza altro tipo di alimento a disposizione, in condizioni di clima temperato impiegano il 40-60 % delle 24 ore pascolando, corrispondenti al 60-80% della durata complessiva delle ore di luce (13-15 pasti).
I momenti della giornata caratterizzati dal pascolo più intenso sono le prime ore del mattino, il tardo pomeriggio-sera e la parte centrale delle ore notturne. Il comportamento più diffuso è quello di pascolare per molte ore in maniera continuativa e interrompere per periodi di breve durata dedicati al riposo; questo dipende comunque dalle condizioni atmosferiche e dalla distanza necessaria per raggiungere la fonte di acqua o di alimento. Il tempo di pascolo risulta inoltre inversamente proporzionale alla quantità e alla qualità del foraggio disponibile.
I cavalli spendono inoltre il 9 % del loro tempo per gli spostamenti (locomozione); questa percentuale aumenta se il pascolo è scadente o se l’animale è in cerca di compagnia.
Nelle 3-4 ore prima dell’alba i cavalli sono soliti sdraiarsi ( 5-10 % del tempo totale) e di questo tempo circa il 20-30% viene trascorso in posizione coricata su un lato.

Da queste informazioni risulta quindi chiaro come le condizioni di stabulazione da noi imposte alterino in maniera significativa il comportamento naturale del nostro cavallo con più o meno gravi ripercussioni sul suo equilibrio psico-fisico.

Nella maggior parte dei centri ippici o scuderie il pascolo è una attività impraticabile per il nostro animale che passa almeno 22 ore della sua giornata nel box; inoltre le esigenze d’organizzazione e di gestione del personale non prevedono la somministrazione di più di 3 pasti al giorno; le eccezioni sono rare e qualche volta la razione alimentare è addirittura somministrata in soli due pasti nella giornata.
Le ore di inattività condizionano in modo determinante la vita del cavallo che facilmente acquisisce vizi comportamentali quali tic d’appoggio, ballo dell’orso e il girare nel box; non è inoltre infrequente l’insorgenza di patologie gastro-enteriche , respiratorie e ortopediche legate alla mancanza d’esercizio; inoltre va considerato che lo stomaco del cavallo ha una capacità variabile tra 7 e 15 litri, piccolo in rapporto alla mole del cavallo ed è anche per questo che sono consigliati pasti “ridotti” ma frequenti.

Dal punto di vista alimentare se chiediamo al nostro cavallo delle prestazioni atletiche, è chiaro che anche la sua dieta dovrà soddisfare le esigenze di questa attività sportiva.

E’ raccomandabile che tutti gli alimenti siano somministrati a tutti i cavalli in quantità equamente suddivise tra i pasti, il più possibile allo stesso orario e ad intervalli regolari, almeno 3 volte al giorno, ma tante più volte al giorno quanto più è possibile.
Bisogna alimentare almeno 3-4 volte al giorno i cavalli in lavoro, le fattrici in lattazione e i puledri in accrescimento. Può essere utile somministrare cereali ai cavalli con allenamenti o lavori intensi 4 o 5 ore prima dell’attività fisica, ma non devono essere alimentati per almeno un’ora dopo un esercizio faticoso.

Pascolo e fieno

Il pascolo (e il fieno) può essere unico se composto da un’unica specie di vegetali o polifita se formato da una molteplicità di vegetali (gen. Graminacee 60% e leguminose 40%).
Il fieno di leguminose apporta più carboidrati solubili prontamente disponibili, maggior proteina grezza, calcio e carotene.Il calcio però in gran parte non è assimilabile (rapporto Ca:P).
Il fieno di graminacee è molto appetibile, di qualità elevata (se buono!) e contiene fibra più degradabile.
Attenzione al fieno di sola erba medica in quanto molto proteico!!!
Attenzione anche a foraggi troppo lignificati. La fibra troppo lignificata, infatti, ha un lungo periodo di digestione, rimane per parecchio tempo nell’intestino e può di conseguenza provocare costipazioni e coliche.

Concentrati

A completamento della nostra razione si impone la scelta degli alimenti concentrati.
I cereali sono somministrati:
§ quando sono necessari per apportare le sostanze nutritive richieste ma non contenute in quantità adeguate nel foraggio consumato (accrescimento, lattazione, attività intensa)
§ quando i foraggi di buona qualità sono difficilmente reperibili o costano più dei cereali

I cereali più usati nell’alimentazione equina sono orzo, avena, mais e crusca. Fanno parte degli alimenti concentrati anche soia, lino, polpa di bietola (rinfrescante, discreta quantità di proteine e fibra), latte in polvere e mangimi commerciali.

Sebbene i cavalli possano essere gradualmente abituati ad una dieta con elevata concentrazione di cereali, maggiore è la proporzione di questi nella razione maggiore è il rischio di diarrea, coliche, podoflemmatiti acute o zoppie, miopatie da sforzo, iperattività e obesità.
Per questo si raccomanda che la miscela di cereali o di concentrati non superi, a parità di umidità ,la metà della quantità totale della razione, ad eccezione dei cavalli con meno di 1 anno di età o quelli utilizzati per attività intense (gare di velocità).

I cereali e i foraggi sono in genere somministrati contemporaneamente ma essendo i cereali più appetibili, la maggioranza dei cavalli ne assume tutta la quantità prima di toccare il foraggio.
Dato che i mangimi vengono digeriti nello stomaco,mentre il fieno nell’intestino dare insieme fieno e mangime è “inutile” in quanto finito il mangime il cavallo mangerà il fieno che una volta arrivato nello stomaco “spingerà” via il mangime con conseguente mancato assorbimento dei nutrienti di quest’ultimo.

Inoltre il foraggio assunto insieme ai cereali diminuisce la quantità di amido del cereale digerito nell’intestino tenue e quindi ne aumenta la quantità che raggiunge il cieco (con conseguenti diarrea, coliche, podoflemmatiti).

Foraggi e concentrati

Nella formulazione della razione da somministrare al nostro cavallo valuteremo in primis il rapporto foraggio/concentrato (F/C). A seconda dell’intensità del lavoro cui è sottoposto il soggetto in esame consideriamo:

F/C 65/35 (70/30) consigliato per cavalli che svolgono attività di piacere, lavoro leggero

F/C 50/50

F/C 35/65 utilizzato nei soggetti sottoposti ad intensa attività sportiva
(gare galoppo, trotto,polo, salto ostacoli) anche se non consigliato

Il foraggio è necessario nell’alimentazione del cavallo come fonte di fibra , la fibra utilizzabile o digeribile è indispensabile come fonte di energia per i microrganismi del cieco e del crasso e rappresenta una fonte di energia digeribile per il cavallo stesso.
La fibra indigeribile è tuttavia necessaria per il mantenimento di pH, motilità e funzionalità gastrointestinale normali. Essa inoltre concorre ad evitare l’ingestione troppo rapida di carboidrati facilmente fermentescibili ,presente in alte quantità nei cereali.

E’ consigliabile somministrare almeno 1 Kg di foraggio/100 kg di peso vivo
(es. per un cavallo di 500 kg almeno 5 kg di fieno) ; scendere al disotto di questi valori aumenta realmente l’incidenza di turbe gastroenteriche.

I foraggi richiedono un maggiore tempo di masticazione rispetto agli alimenti concentrati; è consigliabile somministrarli in più pasti al giorno (2-3 almeno) con particolare attenzione ad un pasto serale più abbondante per prolungare l’attività masticatoria del cavallo durante la notte (avvicinarsi quanto più possibile alle sue abitudini naturali) .






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