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Fortuna Imperatrix Mundi, piccola cronaca di un colpo di fortuna.

DI ALICE F.
La fortuna... ah, quella cosa bellissima, così fragile ed impalpabile, insondabilmente complicata eppure così appagante...! Assume le forme più disparate e si annida nella vita di ciascuno di noi. Tutti l'hanno incontrata, tutti l'hanno sfiorata, tutti ne parlano in continuazione... “che fortuna!” è una delle esclamazioni che più di frequente ci escono dalla bocca.

Insomma, come giustamente aveva intuito Carl Orff già diversi decenni or sono, Fortuna Imperatrix Mundi: la Sorte è sovrana del mondo.

Talvolta ci fa dispetti, altre volte ci porta grandi regali. E siamo sotto Natale, per cui anche Madonna Sorte si è sentita il dovere di essere più buona.

E mi ha portato Andromeda Infinity.

Magnifica frisona di cinque anni (ormai 6), fattrice solo di nome... piccina, è ancora “nubile”... una muccosa creatura nera come la notte, forte come le fondamenta della terra, una nuova amica che si gode la vita al mio fianco, ora e finchè Madonna Sorte ce lo permetterà.

Andromeda Infinity, mia perla nera, è arrivata a sgranocchiarsi le “chicche” dalla mia mano per un assurdo, allucinante, galattico ed innegabile colpo di immensa fortuna.

A chi vuole leggere, mi prendo la briga di raccontare la nostra storia, di rendere cronaca delle magnifiche ed inaspettabili coincidenze che talvolta cambiano la vita delle persone.

E se per caso anche voi siete alla ricerca di un frisone e non riuscite a trovare il compagno che fa per voi... beh, ho un unico messaggio per tutti voi: cavolo, non arrendetevi! Per questi magnifici animali tutto vale la pena! E abbiate fiducia, chissà che la soluzione di tutti i vostri problemi non sia dietro l'angolo....sentite cosa è capitato a me...


Dunque, si dice che esistano persone dotate del dono di riconoscere i segni del destino ed interpretarli nel modo giusto. Se è vero, certamente io non sono una di queste persone. Nessun brivido mi ha percorso la schiena mentre attaccavo la chiavetta ad internet e, come al solito, iniziavo la mia quotidiana ricerca di giovani frisone in vendita. Inconsapevole di trovarmi all'inizio di una fortuita catena di eventi che sarebbe culminata con una folta criniera corvina incastrata nelle setole della mia spazzola, accedo al solito sito di compravendite.

Sono mesi che lo tengo sotto controllo, con un occhio sempre attento alle moltissime e per lo più ridicole truffe che investono questa povera razza e che vengono postate senza alcun riguardo nè per la grammatica italiana, nè per il buon senso di noi compratori. E, come ogni giorno, scrivo una breve richiesta di informazioni ai venditori che devono liberarsi delle loro fattrici frisone. Tra tutte, quel giorno di metà ottobre, ne scelgo anche una decisamente eccezionale. Si vedeva già solo dalle poche foto che non aveva niente a che fare con quelle che vedevo di solito. Ma, più per consolidata abitudine che per altro, scrivo anche a questa persona, una certa Silvia (...Silvia, se ci sei batti un colpo, che tanto lo sai che parlo di te!).

Nel giro di pochissimo tempo, Silvia mi risponde con il prezzo della cavalla in questione. Io, sempre ignara di aver dato inizio ad una lunghissima catena di eventi, rispondo a mia volta ringraziandola e spiegandole che la cavalla, pur magnifica oltre ogni dire, era un pelo al di fuori delle mie capacità economiche. Rinuncio alla questione e mi dedico ad altri animali... il prezzo era veramente irraggiungibile per le mie povere tasche e non ci ho voluto sognare più di tanto.

E così resto comprensibilmente sorpresa quando, dopo appena qualche giorno, Silvia (...sì, sempre lei...) mi scrive un'altra mail, dicendomi che il prezzo è trattabile e che se voglio provare la cavalla, posso prendere contatti direttamente con la proprietaria. Vagamente sovraeccitata, scrivo immediatamente a Silvia un papiro delirante in cui, con una certa difficoltà, mi ricordo di comunicarle la mia disponibilità.

Si prende l'appuntamento, lascio il Piemonte e sconfino in Lombardia insieme alla mia insostituibile mamma (ex amazzone a cui è rimasta la passione per i cavalli; donna eccezionale sotto ogni punto di vista, con l'unica pecca di non aver mai visto un frisone in vita sua) e la mia istruttrice Giorgia.

Insomma, quando arriviamo al maneggio in questione siamo un trio che marcia a passo di tachicardia. La prima persona che incontriamo è un gentile signore che legge l'ansia nei nostri sguardi e, senza fallo, ci apostrofa come “quelli che devono provare la frisona”.

Accompagnati “dalla frisona” faccio la conoscenza della proprietaria... e probabilmente vado a beccare l'unico giorno dell'anno in cui Silvia non è in maneggio, quindi riesco pure a non incontrarla...

La frisona si lascia sellare con buona pace: un po' scocciata dal tremolio d'ansia che non mi abbandona le mani, mi guarda con sguardo dolce e quasi materno. Sopporta quando le tiracchio la fluente criniera passandole le redini sopra la testa e si lascia condurre in campo con passo fiero. Passeggiamo un pochino nel campetto, facciamo amicizia, trottiamo, scendo entusiasta. Restiamo d'accordo con la proprietaria che ci saremmo sentite. Al settimo cielo, rientro a casa convinta che sia andato tutto a buon fine.

Che fortuna! E' la prima esclamazione che mi viene in mente.

Ma mi tocca cambiare idea molto in fretta quando la proprietaria mi informa che preferisce tenere con sé la cavalla ed eventualmente darla in fida. Immensa delusione, io mugugno per un paio di giorni, del tutto ignara di essere nemmeno a metà del mio percorso e che Madonna Sorte sghignazzava alle mie spalle.

Passato il momento dei mugugni, ai primi di novembre riprendo a guardare avanti: per prima cosa mando un'altra mail a Silvia. Le racconto l'accaduto e le chiedo se per caso non ha altri soggetti simili da propormi. Non ci credevo affatto, ma ci ho provato comunque. Ovviamente non sapevo e non immaginavo che Silvia, da brava mediatrice, fosse strapiena di frisoni in vendita e che non sapesse più dove cacciarseli. Quindi immagino che, dopo aver letto la mia richiesta, Silvia sia scoppiata a ridere e dopo si sia frugata un po' in tasca e, trovandoci solo cavalle in Olanda, queste mi propone. Delle bellissime cavalle che al momento pascolavano erbetta nordica.

Mi piglia un attimino di panico. Cercavo una frisona da un bel pezzo, e se c'era una sola cosa di cui ero assolutamente sicura era quella: in Olanda no. Per nessuna ragione! Tutto, ma l'acquisto al buio no! (A questo punto Madonna Sorte si rotolava già per terra dal ridere).

Lascio passare qualche altro giorno e nel frattempo mi propongono l'ennesima “quasi-forse-mezza-probabilmente frisona” italianissima doc, cresciuta a pane e salame, bella come una vacca, sdoma come una puledra Mustang di un anno, ombrosa come un bosco di sera e a prezzi sufficienti a mettere in orbita un'altra stazione spaziale.

Presa da un attacco di puro e folle odio nei confronti del mondo, riscrivo a Silvia: un messaggio breve e conciso... va bene, vediamo 'ste cavolo di cavalle brucanti erba olandese!

Mi aspettavo più o meno le stesse cose a prezzi più o meno uguali, ma almeno con più scelta (Madonna Sorte se l'è fatta addosso dal ridere più o meno un paragrafo fa).

Silvia, forse accorgendosi dal tono delle mie mail che ero sull'orlo dell'esaurimento nervoso, mi manda subito due proposte con foto di due cavalle.

Io, sempre ignara di essere arrivata al giro di boa di questa faccenda, apro la mail e mi ritrovo a guardare un immenso nasone rossiccio con incastonati due occhi colore del miele selvatico. Oltre al muso, due orecchiette tese al cielo estivo e un collo da toro. Guardo la cavalla, guardo il prezzo che mi ha proposto Silvia. Poi riguardo la cavalla, il documento, il prezzo, la cavalla, il documento, il prezzo... e mi getto in salotto ballando una tarantella. Avevo scoperto l'America. O meglio: l'Olanda, paese di amanti di cavalli, patria dei frisoni, luogo di idillio terreno.

Sto per due giorni a guardare le poche foto a disposizione: una delle due fattrici mi fa subito antipatia e non la considero nemmeno, l'altra mi ruba il cuore. La osservo per ore, chiedo altre informazioni a Silvia e scopro che la cavalla in questione si ritrova appiccicato il mostruoso nome di Rommy fan d'ald Loop. Mi scappa subito da ridere. Passi se fosse stato un PSA... ma una frisona con un nome da Le Mille e Una Notte....!! Poi mi casca l'occhio sulla data di nascita: primo aprile. Eccola, un pesce d'aprile! Più la guardo, più la immagino con me. Avevo questa sua foto, della cavalla incollata, in lavoro con in sella un'amazzone di due toni più bionda di me e con 20 chili in meno... ma io la guardavo e mi immaginavo al suo posto. E mi ci vedevo. E mi sembrava perfetto.

L'unico problema, il solo ostacolo, è che di questa cavallina avevo quattro foto e un documento. Fine. E come si fa? Ti fidi dell'istinto e compri al buio? Oppure tentenni pensando a cosa succederebbe se poi dal vivo la cavalla è un disastro? Io, essendo del tutto sprovvista di istinto, tentenno.

Quando Silvia mi comunica che la seconda fattrice, quella che non mi faceva sangue, era già stata venduta, me ne stupisco un po': erano passati pochissimi giorni! Non mi importa più di tanto e continuo a tentennare.

Nel frattempo sbuca un fantasma: dietro suggerimento di un'amica, vado per caso a leggere su internet che Rommy è gravida per il 2011. Ecco, per quanto io ami i puledri, davvero non me lo sarei potuto permettere. Già la cavalla era un esborso notevole, ma l'idea delle cure veterinarie per tutti i mesi necessari, poi il parto, e il piccino da accudire... no, non posso ancora permettermi una cavalla con annesso puledro!

Chiamo subito Silvia, nemmeno avessi l'inferno che mi rincorreva, e le chiedo notizie. Alla poveretta tocca chiamare in allevamento e venire a capo della faccenda. Dopo qualche giorno passato con le dita incrociate, Silvia mi telefona e mi dice che la cavalla non porta in grembo nessun puledro. Siamo tranquille.

Oh: grandissimo sospiro di sollievo: Rommy può essere mia! Inizio a farmi due conti in tasca per preparare la caparra e poi... e poi mi blocco. Ci penso bene e alla fine capisco che non ce l'avrei mai fatta a comprare al buio: ho un carattere un po' assurdo, lo so, ma non potevo davvero forzarmi a fare una cosa del genere con nelle orecchie le solite storie allucinanti che tutti (e dico proprio tutti) ti raccontano non appena scoprono che stai per comprare un cavallo.

E allora vado sul sito della Rayanair e mi rendo conto che i biglietti per l'Olanda costano come una scatola di merendine. E vabbuono... ormai si è capito....

Mentre Madonna Sorte si continuava a rotolare dal ridere, scrivo a Silvia e le dico che vado in Olanda a provare Rommy. Sono passati solo cinque giorni da quando me l'ha proposta e io, fiduciosa, ero pronta a partire. Quello a cui non ero pronta era la risposta di Silvia: Rommy è stata appena venduta.

Faccio finta di non esserci rimasta male. Con un groppo alla gola le chiedo di mandarmi le foto di altre possibili cavalline. Silvia, gentilissima e pazientissima, mi manda le foto di altre frisone esattamente come le volevo io: età, documenti, prezzo, struttura, doma.... insomma, un lavoro di selezione veramente molto accurato.

Per tutte le due settimane successive apro le mail mentre programmo il viaggio in Olanda e Silvia mi manda tantissime foto. Tutte cavalle stupende, davvero bellissime... solo che... ecco, guarda quella com'è bella ma è alta come una giraffa, ha 'ste gambe lunghe da cammello... e quell'altra così stupenda, a ben vedere è un pochino più giovane di quanto la volessi.. e questa qui sarà pure un'occasione, ma a me sembra tappa, mi sa che va bene per i pony games... quella là, invece, è perfetta, ma ha 'sto collo lungo da Hannover, e che roba è?... l'altra è magnifica, solo che è ancora VB, che gran pasticcio che è poi farla approvare in Italia...

E il mouse mi tornava sempre sulle foto di Rommy che avevo conservato: e ogni volta che la guardavo pensavo a quanto fossi stata scema a non comprarla subito... mi maledicevo per aver avuto la fissa di “toccarla con mano”... per quella stupida idea l'avevo persa per sempre. Eppure lei, cavolo... era lei quella giusta! Di una bellezza mozzafiato, alta il giusto per me che sono pur sempre uno e ottanta, una fattrice STB senza pretese ma con un full paper da paura che se un giorno mi piglia la fissa di provare a farla diventare STER ha tutte la carte in regola... e quello sguardo: quel nasone rossiccio con il pelo estivo e gli occhi di miele... oh, se mi odiavo!!

E odiandomi, ho lasciato che vendessero tutte le altre cavalle che Silvia mi proponeva. Poveretta, anche lei, avrà pensato che facessi per finta. Ma intanto, disponibile come sempre, mi stava dando tutte le indicazioni per andare in Olanda con la mia istruttrice (suppongo sempre più preoccupata per il mio futuro acquisto, ha accettato di venire con me). Presi tre giorni di ferie (gli unici possibili, a fine novembre), organizzo la nostra gita di tre giorni in Frisia... ma con atterraggio ad Eindhoven. Chi lo ha fatto lo sa: 250 km di strada separano la Frisia da Eindhoven... e farli a giugno con le margheritine non è come farli a fine novembre con la neve! Perplessa, ma ormai fiduciosa dell'onniscenza di Silvia, mi affido totalmente a lei: prenoto il B&B che mi consiglia, vado negli allevamenti che mi consiglia, affitto l'auto come mi consiglia... insomma, la sfinisco a suon di mail con richieste per lo più assurde e lei, gentilissima, mi risponde ad ogni santo papiro che le scrivo.

Alla fine vengo a capo di tutto e sono pronta a partire.

Mancano cinque giorni alla partenza: in programma avevamo tutto un giro assurdo per mezza Olanda alla ricerca della mia cavallina. All'improvviso mi arriva una mail di Silvia: rimango stranita, era un po' che non nominavamo più Rommy... ormai era venduta da settimane...

Leggo la mail. Un attimo dopo, in vestaglia, ricomincio a ballare la tarantella in salotto. L'America è tornata da me!!

Con molta calma, Silvia mi informava che il presunto compratore di Rommy, dopo averla tenuta bloccata senza caparra per settimane, alla fine ha rinunciato.

Epilogo di questa pazzesca serie di colpi di fortuna, riesco a convincere Silvia (e lei convince Okkema... immagino quanto poco sarà stato felice all'idea....) a rimettere subito Rommy in blocco giusto il tempo che arrivi io. Esaltata come una pazza, quasi non mi rendo conto di che razza di carambola sia stata l'intera faccenda! C'è ancora spazio per un attacco di panico pre-partenza quando rivedo Rommy in vendita su Internet (dopo settimane che risultava venduta): mi attacco al telefono e rompo ancora un pochino l'anima a Silvia che, con la sua solita gentilezza, non solo non mi dice un sacco di parolacce come meritavo, ma anzi: si preoccupa di darmi tutte le garanzie di cui avevo bisogno per partire tranquilla.

E così, due giorni dopo, sotto due spanne di neve e una di ghiaccio, a -5 C° stabili e con una bisa di lato da tagliare a fette le ossa, mi ritrovo nel campo coperto di Stal Okkema. Silvia aveva preso per me l'appuntamento al pomeriggio... per cause di forza maggiore anticipiamo alla mattina. Ovviamente io e la mia amica piombiamo in allevamento inattese e gravemente in anticipo: stavamo per rimetterci in macchina quando il gentilissimo ragazzo che ci accoglie ci ferma e ci fa strada nelle scuderie. Arriviamo ai box, il ragazzo si guarda attorno. Un attimino di panico, la cavalla è persa chissà dove... tra decine e decine di soggetti (vicini al centinaio, ci spiega il ragazzo) Rommy è perduta e irriconoscibile. E come non simpatizzare con il ragazzo quando sorride con allegria contagiosa allargando le braccia e sbottando: “They are all black!” Ci vuole mezz'ora perchè un'immensa bestia nera come l'Universo giri finalmente l'angolo dietro al nostro fedelissimo accompagnatore.

Rommy è un disastro. Ben lontana dalla magnificenza delle foto estive: il pelo morello, fitto e folto dell'inverno è coperto di polvere e paglia, necessita con urgenza di una “pedicure” e la criniera è spettinata e irregolare. Ma quando alza lo sguardo per osservare le due intruse che ha davanti, io mi ritrovo a guardare quell'immenso nasone nero ed i due occhioni color miele vivaci e lucenti di voglia di vivere.

Mi si allarga il cuore e rido come una bambina. Le poso la mano sul collo possente, la passo sul petto e la cavalla sospira guardandomi incuriosita.

E' mia. E io sono sua. Ma ancora non lo sa nessuno.

Tranne Madama Sorte che ormai ha i crampi alla pancia per quanto si è divertita con noi.

Piccola vendetta della Fortuna... data la caparra per Rommy, il resto del viaggio fino al rientro è un disastro. Ometterò tutti gli improbabili imprevisti in cui siamo incappate. Ancora un istante di panico al rientro in Italia: finalmente incontro Silvia di persona (ormai carissima amica e confidente) e mi faccio venire una crisi isterica finchè un'eco non conferma che Rommy non è gravida. Ovviamente il risultato del coggin è in ritardo, e la cavalla si passa un'altra settimana in Olanda. Io friggo. Friggo talmente tanto che vado bene per lo spot della Patasnella.

Nel frattempo trascorro le giornate a riflettere su Madonna Sorte... altro che pigliarla per i capelli, se la becco la bacio e la abbraccio!!! Facciamo un breve riepilogo:
  • Se io non avessi frequentato quel sito di vendite (non avrei mai trovato quell'annuncio);
  • Se la proprietaria della frisona che ho provato non avesse affidato la vendita a Silvia (non l'avrei mai conosciuta)
  • Se la proprietaria della frisona non avesse deciso di trattare il prezzo (non sarei mai nemmeno andata a vederla)
  • Se la proprietaria della frisona non avesse alla fine deciso di non vendermi la cavalla (l'avrei comprata subito e non avrei mai conosciuto Rommy)
  • Se non avessi scritto a Silvia per raccontarle l'accaduto (non avrei mai scoperto che Silvia è un'eccezionale mediatrice)
  • Se il tentativo di ingravidare Rommy fosse andato a segno (non l'avrei mai nemmeno vista, perchè Silvia non me l'avrebbe proposta)
  • Se il compratore che voleva Rommy non l'avesse bloccata (certamente se la sarebbe presa qualcun altro nel giro di due giorni)
  •  Se il compratore alla fine non avesse rinunciato al momento perfetto per me (la cavalla non l'avrei nemmeno vista)
  • E se tutti gli allucinanti imprevisti che abbiamo incontrato in Olanda fossero accaduti prima e non dopo aver preso Rommy (capace ancora che non avremmo avuto tempo per andare a vederla).

...una bella lista di se, non vi pare? E SE una sola di queste cose fosse andata diversamente? E SE Madonna Sorte avesse avuto qualcun altro dietro a cui ridere? Meglio non pensarci: limitiamoci ad esclamare in coro... che fortuna!


Con esasperante lentezza, il luogo dell'incontro si avvicina... un ultimo SE... se il cavolo di van fosse stato un pelo più piccolo, forse ce l'avrebbe fatta ad arrivare in scuderia... ma essendo un tir formato boeing 747 e con rimorchio, il van si deve fermare nel primo spiazzo disponibile per far scendere la cavalla e caricarla sul nostro trailer per gli ultimi 5 km.

Finalmente arriva l'agognato momento in cui il portellone del van del trasportatore finalmente si apre. Per un istante non succede niente. Poi una figura imponente, scocciata, stanca e stressata fa capolino. La figura nera viene caricata sul nostro trailer in un battibaleno, nemmeno faccio in tempo a guardarla per bene... nel trambusto, manco so se è davvero lei: mi devo fidare del chip e basta.

La portiamo a casa... ed ecco che si apre un'altra porta, quella del trailer. Anche questa volta fa capolino il musone nero, poi le spalle e le zampe... e in un istante tutto l'ambaradan di muso, spalle e zampe finisce all'aria mentre la cavalla, stanchissima, digiuna e mezza ubriaca, vola per terra come una puledra scendendo dal trailer. Un istante di panico puro e finalmente, scalciando come una dannata sul ghiaccio di dicembre, la cavalla si rialza senza alcun danno... ed eccola qui, traumaticamente a casa... il mio nasone grosso con gli occhi color miele.

Nera come lo spazio profondo, con gli occhi lucenti di stelle, la mia principessa posa gli zoccoli nel suo agognato box.

Poso la mano sul collo possente della mia Andromeda Infinity, la passo sul petto e la cavalla sospira non tanto perchè si ricordasse di me, ma perchè aveva una fame da lupi e pretendeva di essere sfamata dal primo bipede di passaggio. Nel giro di un attimo, Andromeda, rivela tutta la sua maestosa bellezza e tutta la sua immensa testonaggine, ma non mi importa: è mia, e io sono sua.

E adesso lo sanno tutti. 

Piccolo Dizionario Frisonico

Piccolo Dizionario Frisonico
DI ALICE F.
Toeletta: Breve momento di pulizia del cavallo, prima e dopo il lavoro. Il cavaliere ne cura il pelo, i crini, i piedi e si prende cura delle necessità specifiche del proprio compagno. Infine il cavaliere applica fasce o medicazioni se necessario. Toeletta Frisonica: Lunghissimo, eterno, infinito momento di pulitura del frisone prima e dopo il lavoro. Il cavaliere cerca come può di prendersi cura del pelo orsacchiottoso, cercando affannosamente i segni rivelatori di eventuali...

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