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(1)300KM PER UN SOGNO

DI ALICE F.
La prima volta che mi sono avvicinata al mondo dei frisoni non sapevo nemmeno dove fosse la Frisia. Adesso lo so: circa 1.300 km a nord di casa mia, seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino. La mia cavalla ha fatto quei 1.300 km per arrivare da me, per realizzare un mio sogno. Stessa cosa per tutti voi, che avete ricevuto i vostri quadrupedi dal nord europa. E abbiamo imparato a conoscerli, nel singolo e nelle caratteristiche di razza, abbiamo imparato a memoria stamline, nomi folli di quattro generazioni indietro ai nostri equidi, siti di allevamenti e regolamenti di gare.

La prima volta che mi sono avvicinata alla Frisia, mi ha colpita un dettaglio: in Olanda, le vocali sono preziose. Sono venerate, riverite, io l'ho capito subito.
Infatti, dietro al nome della stragrande maggioranza dei frisoni, c'erano due sigle: VB e STB.
Niente vocali. Perchè sono preziose. Le usano poco, vanno risparmiate.
E infatti ecco che, appena la sigla prende una vocale, il prezzo del cavallo raddoppia. Perchè la “E” costa carissima.
Ed ecco che una STER ha un valore tutto diverso da una VB o STB e viene guardata con ammirazione, tutti fanno “aaaaaahhhhh” e “ooooohhhhh”... pronunciano la sigla STER con il suono solenne e rispettoso con cui la NASA chiama per nome le Galassie.
Io che sono furba, ho capito subito che era tutto per via della vocale.
E la prima volta che ho sentito la parola keuring pronunciata con tanta deferenza, ho capito subito perchè: ha ben tre vocali!! E non fosse solo per questo, il keuring serve per dare la “E” ai frisoni. Entrano VB E STB ed escono STER.
Wow, magia.
Ecco perchè tutti ne parlano: perchè la E è il sogno segreto (più o meno) di ogni proprietario di frisone.
Per avere un frisone, pagare basta: se paghi te lo danno.
Ma la E no, per quella pagare non basta affatto.
...devi pagare comunque, eh... questo sia chiaro... perchè iscrizione, trasporto, stallaggio, alimentazione di primissima qualità e addestramento costano, e costano un fracco di pecunia. Ma la E, non la si compra con trenta monete d'argento, se hai un cavallo VB e STB, e vuoi la E... beh, quella vocale te la devi meritare. Te la devi sudare, tu e la tua volgare VB o STB.
L'amore, la passione, l'esperienza di un cavaliere, le ore ed ore di lavoro, cavalletti, fascioni, sotto la pioggia e sotto il sole, non sono cose che si comprano. Bisogna cercarsele dentro.
Quei giorni gelidi di marzo e bollenti d'agosto, in cui l'unica cosa che tu e la tua VB/STB vorreste fare è stare immobili (tu in mutande sul divano, lei in paddock) eppure ti alzi e vai a torturare la muscolatura della bestiaccia, perchè VA FATTO. L'affiatamento tra cavallo e cavaliere, le delusioni, i piccoli successi, la santa pazienza, la fatica ammorbante... tutto per una E.

Insomma, ho capito subito quanto quella E fosse importante: non per niente anche PREF e PRESTM hanno quest'unica vocale. E' tutto molto logico.
E quindi, quando scopro che cavalli e cavalieri da tutta Italia si stavano dando appuntamento al keuring in Emilia, ho deciso: vado anch'io... voglio vedere 'sta benedetta E.
Non ci porto la mucca, ovviamente, perchè anche se non si è mai meritata la E di STER, non c'è problema, perchè le elargisco ogni giorno io stessa la E di CRETINA, e lei si accontenta di quello.
Quindi ci vado senza cavallo: anzi, per essere precisi ci vado con la Panda.
Tanti mi hanno chiesto che mi faccio a fare 300km fino in Emilia se non porto la cavalla.
Beh, ci vado perchè il nostro mondo fatto di nodelli pelosi, dopotutto è piuttosto piccolo. E a me piace trovarmi con gente che, pur diversissima, condivide questa passione frisonica. Amiche e amici che non mi direbbero mai che la mia cavalla è “un bello stallone” partendo dal logico presupposto che tutti gli equini neri e grossi sono stalloni. Gente che se anche mi vedesse in sella non oserebbe mai chiedermi di “far vedere qualche passo di danza alla mia fidanzata”, perchè l'unica cosa che potrei fare sarebbe scendere io di sella e improvvisare un twist. Persone che non mi suggerirebbero mai con aria apocalittica di “rasare quello strano pelo in eccesso ai nodelli”, guardando la mia cavalla come se avesse una variante del morbo di cushing.

Insomma, anche chi, come me, non ha avuto l'onore di gareggiare con il proprio equino per l'agognata E, si è messo in auto guidando verso l'Emilia. Perchè noi frisonari siamo un po' troppo spesso bersagliati dai compari di scuderia, e una volta ogni tanto ci piace ritrovarci a chiacchierare in santa pace di trecce spagnole e testiere bianche.
Intanto mi sparo 280km di autostrada, giusto per gradire: in piedi alle 5 del mattino, e finalmente alle 8,30, in una mattina superba e soleggiata, mi ritrovo dispersa per Pratissolo di Scandiano, bestemmiando contro il navigatore che non aveva la più pallida idea di fosse la via del maneggio. Secondo un ragionamento logico, avevo guardato su google maps e sapevo che il circolo era sulla sinistra... così imbocco metodicamente tutte le strade che si inerpicano a sinistra, e al terzo tentativo becco quella giusta.
Sbuco in questo stradino... e mi sento subito a casa. Io abito in un paesino esattamente identico: collina verdeggiante da un lato, pianura padana dall'altro, un idillio per equini e bipedi.
Sì, mi sento proprio a casa.
Poi arrivo al circolo che ospita il keuring. Uno sguardo al coperto (che sembra un'astronave in legno lamellare), due campi scoperti, parco ostacoli catarifrangente, decine e decine di box, e un campo da cross decisamente grosso... e non mi sento più tanto a casa.
Sì, il paese ci assomiglia, ma col cavolo che dalle mie parti c'è un circolo così!
Estasiata, scendo dall'auto.
Zoppico.
Ovviamente, non c'è nemmeno da chiedere perchè: siamo gente di cavalli, lo sappiamo tutti come mai ogni tanto ci troviamo a zoppicare.
E con questo mio passo sbilenco mi dirigo verso un muso nero, chiuso in un box ed intento a ciucciarsi le sbarre. Il cavallo c'era, ma della padrona manco una traccia. Mi volto alla ricerca dell'altra mia beniamina... ed eccola, nera, grossa e maestosa ma... ma che è quella cosa??? Ecco, lo sapevo! La cavalla aveva una capezza bianca foderata interamente di agnellino rosa. E mentre contemplavo Ramona con la parrucca, Bi si aspirava il cappuccio della mia giacca.
Eccole, le due coraggiose di frisobook, le uniche due che hanno avuto le palle di portare le loro cavalle in selezione... le cavalle così nobili, regali, austere...
E anche le padrone sono altrettanto impeccabili, una con scritto BINSKE H sulle spalle, e il Team Ventura con sgargianti maglie arancione evidenziatore... ed ecco arrivare la capigliatura rosso Tiziano di Alessandra, gli occhi castani truccati di blu di Lara e gli occhi blu truccati di castano di Elisa, l'eleganza di Beatrice, io in tuta da ginnastica e zoppicante, il sorriso di Nicole, e la Simmo, nascosta dietro la macchina fotografica, litigando con l'autofocus... e tutte ci corriamo incontro, baciamo e abbracciamo, presentiamo compagni e fidanzati, mariti e amici, il tutto in un calderone di colori, dialetti e una sacrosanta allegria. Per molte di noi è il primo incontro faccia a faccia.
La verità?
Che siamo matte da legare.
Praticamente ognuno di noi sacrifica a questa passione una porzione gigantesca (a volte tutto) ciò che possiede in termini di pazienza, energie, tempo e, naturalmente, moneta sonante.
Ma noi, che quasi ogni giorno ci sentiamo via mail, ci inviamo foto, video, ci rendiamo gli uni gli altri partecipi di gioie e dolori... beh, per una volta ci siamo trovati tutti insieme, faccia a faccia, a mangiare in compagnia del grande Anne Okkema, precedente possessore di una discreta quantità dei nostri frisoni... in compagnia di noi stessi, sgargiante e allegra combriccola finalmente riunita.

Volete sapere come andate le nostre beniamine?
Le parolacce si possono dire?
Okkei: una merda.
(escluso Zanasi che ha fatto un figurone, ma d'altra parte, la professionalità la vince giustamente su bestie più... ehm.... dilettantesche... come le nostre, non si può ovviamente competere!)
Poteva andare meglio?
Sì, certo: in diecimila modi e per diecimila motivi.
Si può avere più sfiga di così?
No, questo direi di no.
Anzi... a ben vedere sì.
Avremmo potuto essere sole.
Avremmo potuto essere fra i tanti che ci guardavano, non capendo che cosa fossero le nostre sgargianti spille frisobookiane, mentre ridevamo fra di noi, riconoscendoci non dai nostri nomi, ma da quelli dei nostri cavalli, parlando solo di loro, dei nostri morelloni, godendoci la sensazione di sentire le nostre voci dal vivo.

Sì, è vero: ci sono cavalli e cavalieri più belli e bravi di noi che sono tornati a casa con la preziosa E ed una coccarda appuntata alla capezza.
Noi siamo solo tornati a casa. Dai nostri cavalli senza vocale, un po' delusi ma con una convinzione che in tante ci siamo scambiate guardando l'arena.
Che bello.
L'anno prossimo prendo coraggio anch'io, seguo l'esempio di chi mi ha aperto la strada e porto il mio cavallo/a... e vediamo se gli appioppano una E. Perchè la vocale è davvero un sogno.
Ma, soprattutto, mi porto la sella.
Perchè, con o senza E, niente ci può togliere il sogno di una dozzina di frisobookiane che trottano nei campi, noi che parliamo 15 dialetti diversi, noi che abbiamo selle, finimenti, idee e cavalli completamente diversi per età, doma e lavoro... noi che ci vestiamo in diecimila colori, che viviamo per i nostri cavalli e noi che, almeno per una volta, una galoppata tutte insieme dobbiamo trovare il modo di farcela.

Sono disposta a rifarmi i 300km, se serve, li faccio anche a piedi con la cavalla in capezza... ma ragazzi... non vedo l'ora che arrivi l'anno prossimo ed il prossimo keuring.
Faremo vedere agli olandesi come galoppano frisoni italiani... nei prati, a perdifiato e con i preziosi crini sciolti al vento.




 
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