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Modalità d'uso, posologia ed effetti collaterali (seconda parte)

DI ALICE F. E SIMONETTA TALAMI
Sostanzialmente è questione di tempo ma, per lo meno, possiamo fare un tentativo di far capire al nostro bisteccone che è vero, siamo un po' tonti, ma gli vogliamo bene davvero e che ci mettiamo tutta la nostra buona volontà per costruire un rapporto.
Un'altra cosa andrebbe anche tenuta presente. La stragrande maggioranza dei frisoni importata dall'Olanda ha avuto sì e no due o tre proprietari/allevatori.... che è diverso dall'avere un proprietario/cavaliere.
Comprare un frisone in Olanda non è come comprare un KWN nel maneggio sotto casa. E' vero che il frisone è in genere d'indole più pacifica, ma non è una bestia abituata a cambiare proprietario ogni due anni, non è abituato a farsi spupazzare come un pelouches e non sono quasi mai bestie che compri, gli metti la sella e vai.
Sono in qualche modo ancora tele bianche... non sanno che cosa voglia dire un rapporto personale con un bipede, un rapporto che diventa più continuo e duraturo di quello instaurato con il branco e che, proprio per questo, ci permette di plasmare un po' il cavallo a nostra misura. Una bestia che non ha mai avuto un cavaliere, se ci sappiamo fare, diventerà più che un sogno: diventerà il cavallo per noi, costruito con noi.

Per questo la Simmo ha collezionato un prezioso vocabolario di base che può aiutare tutti gli appassionati di questa razza ad avvicinarsi nel modo giusto a questi morelloni (purtroppo non è arrivato in tempo per evitare a me di dovermi inventare un metodo, per lo più folle, di comunicare con la mucca... ma ci auguriamo che serva a tutti voi per evitare certe figure da gelataio di cui vedremo il dettaglio insieme...)
Tanto per cominciare, i versi olandesi non sono poi male, anzi: sono piuttosto naturali... loro che quando parlano le vocali le risparmiano per i giorni di festa, fanno invece un sacco di versacci mooooolto vocalici... per nostra fortuna.

Partiamo con il freno (cosa assai fondamentale per alcuni di noi... per esempio, vi avviso fin d'ora che se un giorno diventerete proprietari della progenie della mia mucca, sarà probabilmente come la madre: una progenie senza servofreno). Dunque, la fermata si ottiene con il classico ooohhhhOOOOOHHHHoooooohhhh da carrozza. Non con la O stitica di noi piemontesi, ma con una bella O tonda come una mela, echeggiante e roboante. Esercitatevi e vi stupirete. Il cavallo che non vi conosce ancora, capirà le vostre intenzioni e scalerà una marcia per volta, fino all'alt. Il cavallo che vi conosce, di cui siete il cavaliere, imparerà a riconoscere il vostro tono fino a sapere perfettamente se volete un alt o se volete solo dirgli “calmati brutto scemo è solo un trailer, ora sali e stai immobile!” oppure “ma hai finito di brontolare come una caffettiera, è solo una mietitrebbia, e siccome siamo a giugno, è meglio se ti ci abitui, ora zitto e cammina in linea retta, please...”

All'opposto, vediamo l'acceleratore. Abbastanza internazionale, si usa la solita raganella: lo schiocco di lingua classico, insomma. Quello che fa il bimbo quando la madre (che non distinguerebbe la testa dal culo di un cavallo) gli chiede “come fa il cavallo” e lui risponde “clop, clop”... poi ci stupiamo che i bimbi ci arrivano in maneggio completamente flippati nel cervello.
In questo modo il frisone dovrebbe, se ne ha voglia, aumentare l'andatura di un grado per volta. Alcuni esemplari dimostrano elevate capacità di apprendimento di nuovi vocaboli, ecco perchè vi sconsiglio di cuore l'associazione di variegate bestemmie al comando il questione. O farete la mia fine, il giorno che, con un certo sgomento, mi sono resa conto che il comando del galoppo, l'unico e solo che la mucca riconosceva, era “clop, clop... cazzo!” E invariabilmente accelerava all'inizio della frase per poi rompere al galoppo all'enfatico “cazzo!” finale. Un filo troppo pittoresco anche per me... e mi ci è voluto del bello e del buono (e due mesi) per trasformare quel “cazzo!” in un più elegante “alè!”. Ma dato che nel lavoro alla corda la tentazione della parolaccia è grande, vi consiglierei prudenza onde non ritrovarsi un cavallo che parte a bestemmie.
… mi dispiace solo che non ci sia più il mio bisononno, il quale soleva partire per le vigne delle langhe con il suo TPR dal tipico nome Caval e che frenava con l'universale comando “boia!” o anche “boiacrin!” e partiva al comando “bugia, sfaticà!”. A lui sarebbe piaciuta la mia frisona...

Vediamo la punizione. Se posso osare un consiglio: non legnate mai gli animali... e non solo perchè non è giusto, ma perchè se gli gira storto ve le restituiscono. E se ad un gattino ci va un secondo per cavarvi un occhio, ad un frisone ne basta di meno per lanciarvi dall'altra parte del box con una doppia. Sfido chiunque a dare un calcio alla mia mucca per poi beccarsene uno di rimando... mentre i bambini che se la portano a zonzo in capezza la mortificano con un “neeeeee!!!” o alla peggio un “no!” bello secco. Se proprio fa qualcosa di grave, un buffetto sul naso le provoca un grandissimo scotimento emotivo (oltre che il buffo rumore ciock, che fa il pongo quando cade per terra) che la lascia mortificata per ore. Il “no!” è comunque molto efficacie... salvo l'aggiunta di successive eresie per ragioni che abbiamo già trattato....

La ricompensa. Facendo qualche rapida riflessione, si capisce subito che quando si lavora a terra, è facile mettersi qualche carota in tasca ed elargirla al momento opportuno... mentre a sella le cose si complicano. In particolare, vi sconsiglio di provare a mettervi in tasca i dolcetti fragranti della decathlon mentre montate: i filtri della vostra lavatrice vi ringrazieranno.
In mancanza quindi di una ricompensa solida, ci si può affidare ad un parolina d'affetto. Simmo ci spiega che le paroline magiche sono tre: l'internazionale “goodboy/goodgirl” eventualmente intensificato con un “puppy”, il frizzante “braaaaaaaf!” e il buffo “uuuuuccccchhhh”.
A voi la scelta. Certamente i vocaboli internazionali fanno un sacco di scena, mentre forse mettersi ad “ucccchare” in mezzo ad un campo... beh, oddio... già ci prendono abbastanza in giro per via dei nostri quadrupedi... Però, purtroppo, pare sia quello che funziona meglio. Se siete coraggiosi potete provare voi stessi...
Su richiesta potrei concedere in licenza l'uso di un vocabolo (ovviamente con copyright) che è un'interessante mediazione... Mucca.
Poeticamente parlando, un giorno che volevo dare fuoco alla mia cavalla, l'ho chiamata “stupida mucca!” e quella, d'istinto, mi guardò in modo diverso. Mi piacque talmente tanto quello sguardo felicemente sorpreso che decisi di aver beccato per sbaglio il Nome che Madre Natura le aveva assegnato: da lì in avanti la mia STB 3 premie, full paper, a cui ho appioppato il pomposo nome Andromeda Infinity, ha preso a chiamarsi solo e semplicemente Mucca.
Certamente è successo solo perchè ha riconosciuto l'uuuucccch nella parola muuuuuucca. Ma tutt'ora c'è un che di garbatamente comico in me che regolarmente mi perdo la cavalla nei paddock e mi sporgo nei recinti chiamando “muucca -muuuuuuuuuucca???” e poi sto ad aspettare che l'interessata faccia manovra e si diriga verso il mio idilliaco richiamo.
Tutto sommato l'uccccccch lo consiglio.

Non prendete questo vocabolario come un breviario di parole magiche. Le magie a cavallo non succedono: tutti i risultati che si ottengono sono per lo più frutto di fatica e duro lavoro. Ma con il giusto vocabolario si può migliorare un rapporto con il proprio cavallo, arrivando più vicini alla creazione di un binomio. Che non è roba facile per niente: ogni cavallo ha una chiave che porta al suo cuore, unica per ciascuno, e trovarla non è un giochino da ragazzi... ma è un giochino che spetta a noi e solo a noi, cavalieri di questi bestioni. Sta a noi meritarci il loro affetto, la loro lealtà, la loro dedizione...
A volte capita perfino a me, qualche secondo in cui tocchi il cielo con un dito. Ma se ho chiamato la mia cavalla Andromeda, è stato perchè io, è fra le stelle che voglio vivere: le ho dato quel nome perchè sulla sua schiena fossi in alto abbastanza non solo per sfiorare il cielo, ma per viverci con la testa dentro. E a volte succede davvero.

Sapete che cosa ho fatto ieri?
Sono uscita in passeggiata con un amico ed il suo galoppino. Un purosangue giovane, perfettamente sano, bello e buono, ritirato dalle corse perchè non faceva i tempi. Ridendo e scherzando, da cavalieri un po' pirla, abbiamo deciso di vedere se riuscivamo ad ammazzarci nei campi.
Una corsetta... 100 metri e il traguardo all'albero in fondo... pronti, partenza e via!!!
Lo sapete come corrono i treni-merci? Beh, se non c'eravate quel pomeriggio non lo sapete. Far correre un cavallo senza volerlo forzare, per il gusto di riderci su, pensando già di vedere l'avversario superarti senza sforzo... per poi capire che non ce l'avrebbe fatta. Che quel galoppino, che certo avrebbe potuto, quello sforzo per il suo padrone non l'avrebbe fatto, mentre 'sta pazza di frisona se lo lasciava dietro, galoppando come non credevo potesse fare solo perchè a me sarebbe piaciuto... D'altra parte lo capisco, quel galoppino: correteci voi dietro un treno, che sarà anche pesante, ma quando ingrana la quarta galoppa come il cavallo del demonio, più cuore che muscoli.
E, dopo aver vinto, stupita e raggiante, cosa volete che le abbia detto se non “e brava la mia mucca...”
E quella, ansimante, per un istante si è voltata a guardarmi come per dire “grazie, capo... gliela abbiamo fatta vedere, eh?”
Giuro che ci credo: quel mostro che mi ha quasi ammazzata cinque mesi fa, ieri ha rischiato l'infarto perchè voleva farmi vincere contro il mio amico. Io che sono logorroica, ma alla fine d'indole piuttosto pratica, sono pronta a giurare che l'ha fatto per me. E vi auguro di sentire la stessa cosa con i vostri cavalli, se non ogni giorno, almeno una volta ogni tanto...

...ehhhhh... scusa, come ti chiami, già tu, cretina con il mustang? Ecco, vieni un po' qui, tu che vivi libera fra le montagne a guardare i cavalli selvaggi... vieni un attimino che ti spieghiamo un po' una cosa...
Perchè tu avrai anche un cavallo selvaggio che monti a pelo...
...ma se vieni da noi, ti facciamo vedere che forma hanno i nostri sogni, noi che montiamo a sella una scheggia della Notte dei Tempi...
...e lo vedi l'albero laggiù, citrulla che corri a perdifiato nelle valli? Ecco, vai, inizia a correre, che ti insegniamo che cosa sa fare un cavallo da tiro per amore del padrone...

 
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Puledro? No,grazie!

Puledro? No,grazie!
DI ALESSANDRA CANTONE
Scrivo questo articolo di getto,così come viene…non me ne vogliate ma io sono così,impulsiva e autoritaria! Molta gente mi contatta per comprare un frisone e spesso il budget (visto anche il periodo di crisi non felice che stiamo vivendo) è limitato,molto limitato,limitatissimo tanto da far ricadere la scelta su un puledro appena svezzato o al massimo di un anno. Ok,volete un frisone e avete 2000€ ? Aspettate! Non comprate un puledro, aspettate periodi...

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