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L'Olandese Volante

DI ALICE F. FOTO CHIARA COLLINI
Lo sapete che cos'è l'Olandese Volante?

...se io fossi nata in Olanda, certamente sarei io, con tutti i voli che ho fatto dalla mucca...
Ma, in effetti Olandese Volante era un nome generico per indicare le navi pirata che intorno al diciottesimo secolo depredavano i mercantili europei, ed in seguito è passato alla storia come il nome di una temutissima nave fantasma. Proprio perchè associato alla superstizione di una nave fantasma, oggi Olandese Volante viene usato come termine di paragone per situazioni poco credibili... un filo stupiderrime, diciamo, credenze popolari passate per verità, cretinerie assortite, leggende paesane... cazzate, insomma.
Io ne sono una bella.
Inizia per M.
No... non è quella cosa lì...
Facciamo il gioco dell'impiccato, che voi dite le lettere e io vi impicco???
Vabbeh... ve la dico...
Macchinoso.
Ma che parola di M! (sì, quella lì...)
Su dai, ma che caspita vuol dire macchinoso??
Ebbene, dicasi macchinosa una cosa complicata, che richiede tempo, che dà delusione, che non rende il risultato voluto.
E chissà perchè, macchinoso è appunto uno dei primi aggettivi che appioppano al frisone.
Ah. Io però non sono d'accordo...
Ma scusate... ma la mia macchina, che è una Pandina, è facilissima e semplicissima da usare: tu giri la chiave, va in moto, giri il volante, lei va a destra e va a sinistra, se buchi una gomma la porti al gommista e la riprendi tre ore dopo come nuova, se si squarcia la cinghia, la porti in officina e te la restituiscono che funziona perfettamente.
Più facile di così!
Il computer? Ancora più facile: premi il bottone, attendi cinque secondi, se il computer non si accende, chiami l'assistenza e te ne stai buono e tranquillo ad aspettare.
La macchina del caffè? Un gioco da ragazzi! Quando non fa più il caffè, le spolveri il filtro, cambi la guarnizione, e torna a posto in cinque minuti.
La macchina del gelato? Er mejo: se smette di funzionare la butti via e vai in gelateria.

Cacchio, pagherei perchè la mucca fosse macchinosa.
A volte, quando monto che c'è vento di lato e lei fa la pazzoide scartando i moscerini, mi è perfino venuto in mente di provare a pigiare un po' qua e là... sammai che sotto la criniera ci sia un bottone stand-by... ma non oso tanto farlo, perchè temo che, pigia, pigia, si rischi di attivare accidentalmente la funzione eject...

Vogliamo parlare della macchina dei frullati? Mitica: attacchi la spina e parte, la stacchi e si spegne. Nel frattempo ti godi un ottimo frullato, per pulirla la smonti tutta e in tre secondi è nel lavandino ad asciugarsi. Tu la molli lì e quando torni dalle commissioni la metti via asciutta. Il frisone non ha la presa. Lo so, ne sono certa: l'ho cercata. Ma niente, nada... bah, sarà un difetto di fabbrica della mia. I nostri bistecconi, poi sono geniali, a volte passano dallo sclero folle al coma profondo in un tempo di trotto, senza nemmeno darti un segnale di low battry. E soprattutto non è che li metti in box, gli stacchi la spina e li riaccendi la volta dopo: nossignore... quelli fanno casino tutto il giorno, tutti i giorni, e ogni volta che siamo al lavoro e vediamo il numero del maneggio comparire sul cellulare ci prende male (o gli è venuta una colica, oppure ha distrutto qualcosa/qualcuno...). Poi, per pulirli ci vanno ore e rischi ancora una pizza su una caviglia se per sbaglio tocchi le sacre tettine con la spazzola. Io ho provato a smontare la mucca... ma niente... è incollata proprio bene... mi tocca pulirla tutta intera. Dentro avrà le ragnatele, suppongo, come il frullatore in disuso da mesi. E non è che quando il frisone è bagnato tu te ne vai e lui si asciuga per conto suo nel lavandino... una volta bagnato il frisone è come un tappeto peloso: non si asciuga mai. Tu stai lì, a ballonzolargli intorno, una fregata di qua, un po' di alcool di là... e quando è asciutto tu hai perso tre ore. E nemmeno ti sei bevuta il frullato.
Che ne dite della macchinetta per lisciare i capelli? Fantastica: la accendi, in due secondi è calda e pronta all'uso, ti lascia una chioma lucida e vellutata e sei pronta per l'uomo della tua vita. Il frisone ci mette sì e no quarantacinque minuti per scaldarsi e mobilitare quelle merda di articolazioni calcificate, per rilassare il collo da cigno pieno di steroidi e iniziare a lavorare un po' morbido. E quando scendi ti lascia una chioma arruffata, sudata e puzzolente che l'uomo della tua vita nel mentre ti cornifica con l'amica profumata.
E la macchina fotografica? Spettacolare: tu schiacci, lei fa click e ti lascia un bellissimo ricordo. Al cavallo tu dai un comando, lui se ne fotte, lo ripeti, se ne fotte, ti incazzi e lo ripeti, lui ti lancia per terra e ti lascia in ortopedia, infelice e depressa.
La macchina da cucire: perfetta, instancabile, ordinata. Premi il bottone e lei ta-ta-ta-ta-ta-ta ti fa un bel punto erba sulla toppa dei pantaloni, ricongiunge i lembi strappati con meticolosa attenzione e produce una cucitura elegante e funzionale. Naturalmente, quello che stai cucendo, è il ginocchio delle tue brache da cavallo che hanno avuto un alterco con un gancio della sella. A ruota, usi la stessa macchina per riparare un buco nella coperta da paddock che il tuo ordinatissimo ed impeccabile equide si è prodotto grattandosi le chiappe pelose contro un albero. Poi con la macchina da cucire, se schiacci il bottone, lei si attiva e inizia a cucire... se schiacci un frisone, lui si attiva e inizia a strappare tutto: capezze, corde, redini, longe, cordini del paddock (la mia ne ha scassato uno in corda nautica da sei pollici... messo per mera eleganza – faceva molto yatch club - la padrona del maneggio ne era molto orgogliosa. Certo poteva reggere il Titanic, ma non un frisone che lo prende di petto e inizia a fare con meticolosa lentezza la cosa gli riesce meglio: tirare come un dannato. In quaranta secondi e due riprese da vero cavallo da tiro, ha divelto quattro pali ed è andata a farsi i cazzi suoi nel prato del vicino, ciompandosi beatamente bocconi prelibati di grano appena germogliato...)
La macchina del ghiaccio? Plin-plon-ploc... fa cadere ritmicamente bellissimi e freddissimi cubetti di ghiaccio nella vaschetta, con costanza e regolarità, estate ed inverno. Così tu prendi i cubetti e te li metti sui lividi perchè l'unica cosa costante e regolare con l'equitazione è quella: che ti fai male. Estate ed inverno.
Poi c'è la macchina da lavare: la regina della casa. Tu ci metti dentro i vestiti sporchi, merdosi e puzzolenti e lei te li restituisce un'ora dopo morbidi, puliti e profumati. Tu te li metti per andare a cavallo e per prima cosa il frisone ti starnutisce muco nerastro in piena faccia, poi si pulisce la bava verde alla bocca sul tuo culo mentre gli pulisci gli anteriori, ti scoreggia addosso mentre gli alzi i posteriori, se va tutto bene ti sbatte per terra nella sabbia (meglio ancora nel fango, se disponibile), ti fa sudare come un porco finchè non sei pezzato come le mucche e infine, anche lui sudato e puzzone viene a strusciarsi coccoloso su di te. Amen.
E che dire della macchina da asciugare i panni? Prendi i vestiti bagnati, li cacci dentro, loro girano e girano ed escono asciutti. Che libidine. Il frisone è l'opposto: se porti con te qualcosa di asciutto (vestiti, scarpe, agnelli, sottosella), lui ti fa girare e girare le balle e ti restituisce tutto bagnato fradicio di sudore e bava.
La macchinetta del sottovuoto... una goduria! Non ti va più una cosa? La fettina di fegato, il chilo di fagioli, le frattaglie per il cane? Swuuuuuuup!!! Lei aspira, mette tutto sottovuoto, tu congeli e la roba sta lì finchè non ti riviene voglia. A cavallo col cazzo... dato che la muscolatura del frisone tende ad inflaccidirsi con una certa rapidità, va lavorata costantemente e anche quando piove, fa freddissimo e tu vorresti solo mettere il cavallo sottovuoto fino a primavera, invece alzi le chiappe e vai in maneggio ad asciugare le mostruose sudate frisoniche. La mucca suda solo a vedermi arrivare. Sono certa che si sforzi di farlo apposta.
Poi c'è la macchina del fumo, che alle feste rilascia quella bella nebbiolina che sa di saponetta: fa swooooooshhh, ed emette un delicato alone. L'unica cosa che il frisone emette sono delle enormi, pazzesche, pantagrueliche scoregge. Delle fratulenze moleste che non sanno un cazzo di saponetta. Ed è bellissimo soprattutto in circolo a galoppo riunito, quando per un istante ti senti una vera dressagista e poi parte la cacofonia (è proprio il caso di dirlo) di pruuuuuuutttt e prooooootttt ad ogni tempo di galoppo. E che è, hai mangiato pesante ieri sera? Ma sei una signora, cazzo, trattieniti un po'... e lei niente, continua ritmicamente con i suoi pruuuuuuttt, priiiiiiiiit, prOOOOOtttt!!!!!!!!
Oh, ma dai, ma che figur de merd...

No, ragazzi, c'è una sola cosa macchinosa nel frisone: 'sti nomi di merda che gli appioppano.
Anche le macchine hanno nomi di merda: Artificial Intelligence Rex Electrolux. Hot Point Ariston. Intel Core Duo Quad. Gillette Sensitive Pro Glide. Silk Epil Ice (bastardo te....). World Wide Web.
Tutti nomi buoni anche per i frisoni, ne sono sicura: se non hanno un nome di merda, sorry, ma vi hanno fregate... il vostro cavallo è un'imitazione, guardate bene sul retro che ci troverete scritto Made in China.
Certo che poi penso a certe bestie meravigliose che con i frisoni non c'entrano proprio un tubo, come per esempio il campione di Rodrigo Pessoa: Baloubet Du Rouet... che più che un nome sembra un rutto da birra... e un po' mi consolo.
 
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