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Il baule senza fondo

DI ALICE F.
Ma ad un certo punto il fondo arriva...

Dico il fondo del baule... niente filosofia... proprio solo un concetto di mero spazio vitale.

A quanto pare noi frisonari abbiamo la tendenza a raggiunge quel fondo un po' prima degli altri cavalieri... chissà se è vero. Per me e Simmo è così. Chissà se è la razza dei nostri equini che chiama il baule senza fondo... io voto sì... questa strenua ricerca di un altro angolino di spazio libero è chiaramente tutta colpa dei nostri frisoni.

Non delle nostre pippe mentali.

Non è colpa del baco nelle nostre teste.

E' colpa del fries paard.

Giuro.

Ad esempio. Io sono così sana di mente che, prima ancora di comprare la cavalla, avevo già comprato due sottosella, uno nero e uno azzurro, un gel pad ed un baule. Lo so, appena vinco al lotto vado da uno psichiatra, promesso. Il fatto è che, anche se non sapevo nemmeno come sarebbe stato il mio cavallo, sapevo che sarebbe stato un frisone e comprare quegli oggetti mi faceva sentire che era vero: dopo quindici anni in sella, stavo realizzando il mio sogno. Naturalmente il sottosella nero l'ho distrutto, quello azzurro tiene l'anima con i denti, il gel pad non andava bene e l'ho dato via dopo tre mesi, e il baule era un bauletto-etto.

Inutile dire che avrei avuto bisogno di un baulone-one. Saperlo...

Nel frattempo la cavalla non arrivava... non la si trovava da nessuna parte, la mia mucca (colpa mia che ho chiesto a Silvia una frisona... se le chiedevo una stronza con l'impalcatura di corna di un alce, le maniere di Xena e la trippa di un lottatore di sumo, mi proponeva subito lei).

E io intanto continuavo a cercare di convincermi che stavo per avere un cavallo, che ce l'avrei fatta.

Per convincermi meglio, ho comprato ad un mercato un assortimento di coloratissimi codini da marmocchia, elastici trasparenti d treccine e un nastro luccicoso. Roba da bassisimo prezzo, ma grande resa... fa fine e non impegna, si dice da me. Portato tutto a casa e messo nel bauletto-etto. Poi ho comprato per un penny un rotolone di nastro di un bellissimo color grigiopirla... cinquanta metri... un rotolo grosso come una bobina di tiranti d'acciaio. Ma sapete come sta bene nella criniera della frisona??? Preso e messo nel bauletto. Poi ho comprato una spugnettina morbidina per gli occhietti santi della mia cavalla (che nei miei sogni era santa... essendomi beccata invece la mucca, la spugnetta non gliel'ho mai nemmeno fatta vedere: le soffio il naso nei kleenex, uno a me e uno a lei, e le lavo quella testa di tolla con la pompa da giardino... e già ringrazia che non uso l'idropulitrice della scuderia). Un'amica mi ha regalato un sottosella nuovo e sgargiante per celebrare l'arrivo imminente della bestia, con cuffietta abbinata, cuffia che non uso e che è finita nel baule. Poi è arrivata l'imboccatura n.1 e a ruota la n.2, che ha fatto sì che la n.1 finisse nel bauletto (l'ho tirata fuori giusto ieri, dopo quasi un anno, ora che la mucca è finalmente pronta a portare con serenità un filetto leggerissimo a due snodi). Poi è arrivata la sella, sintetica, con le sue false banane che non uso e che ho riposto nel baule insieme alla garanzia (la garanzia è una specie di foglio di compensato grosso più o meno quanto la sella stessa, pesante come una rotoballa ed utile come un ghiacciolo in un incendio. Ma comunque lo tengo, che non si sa mai). Poi è arrivata la testiera, a cui ho levato prontamente il chiudibocca e le tre fibbie di riserva. Il tutto è stato piazzato, spingendo un po', nel bauletto che ho chiuso sedendomici sopra e con l'aiuto di una pressa idraulica.

Ah, che soddisfazione. Il baule era della dimensione perfetta... giusto un filino a misura, ma comunque c'è stato tutto l'occorrente.

Perfetto.

Poi arriva la mucca. Finalmente.

Ed è solo davanti alla cavalla lercissima che mi sono resa conto che nel baule c'era tutto meno: spazzola, striglia, brusca, nettapiedi, districante e grasso per zoccoli.

Ah, benone.

Ho dovuto elemosinare l'occorrente dalla vicina di box, cinque anni meno di me. Dio che imbarazzo... sembravo una bimbetta col giocattolo nuovo e sta ragazzina che mi guardava con navigata pietà.

Ma che poi dico: il baule è mica poi tanto piccolo... è un baule di discrete dimensioni... e come cavolo è possibile che sia già così pieno di cazzate????

Tiro fuori tutto decisa a rimettere a posto gli oggetti ben piegati. Ma niente da fare: erano già ben piegati.

Chiaramente la colpa è della mucca.

Non c'è dubbio... i bei crini fluenti dei frisoni, il loro pelo lucido... beh, ti fanno venire voglia di annodarci dentro cose, nastri, ciondoli, di tenerli puliti con lozioni e balsami, di prenderti cura dell'imperiosa estetica di questi bestioni.

Beh, mi arrendo e rimetto tutto nel bauletto cercando di scartare le cose inutili.

Ma cavolo, niente è inutile con un frisone!!

Dico, vorremo mica fare a meno dei nastri?? Ma non scherziamo... vi è mai presa una botta di malinconia? Ecco, quando siete tristi, armatevi di nastri rubati dai pacchetti regalo, dalle decorazioni delle feste, dalle bomboniere (giuro che sono i migliori, e io me ne intendo...) e andate dal vostro bestione ad incasinargli la criniera: quando avrete finito l'ultimo fiocco vi sentirete tutta un'altra cosa... e non vi preoccupate per i maschietti... solo l'arabo ha un aspetto più gay del frisone, nessuno lo noterà!

E gli elastici da trecce? Essenziali! A meno che non amiate i punkabbistia e non vogliate un frisone con la criniera a spazzola degli argentini, la trecciona è la vostra migliore amica. Il treccione in paddock salva i preziosi crini... perchè non so voi, ma a me piace che la criniera della cavalla le stia attaccata alla testa, e non appiccicata agli alberi e alle tettoie come le decorazioni di Natale. E poi... avete per caso un frisone con una di quelle crinerone alla Anton? Gesù, vi compatisco, figli miei! La mucca ha una cosetta lì attaccata che è appena guardabile... e già passo la gran parte del tempo ad avercela annodata in mezzo alle redini quando monto... ma ora basta! O trecce o non salgo manco in sella! E faccio fuori tre-quattro elastici alla settimana (chiaramente per levarli li devi spaccare, oppure invecchiare levandoli crine a crine...)

Nel baule va anche il districante. Ovvio: se avessimo dei psi non ce ne sarebbe bisogno... ma i frisoni hanno la spregiudicata tendenza a farsi venire i rasta. Quindi la criniera della mia cavalla è mantenuta in uno stato di perenne vischiosità. Poi ho visto certi frisoni con pelame più ragionevole... ma la mia è una via di mezzo tra uno stallone e un mammut: ha una coda dello stesso diametro di una colonna portante e i crini sarebbero la gioia dei violinisti all'antica: pelazzi corposi, ludici, boccolosi... in tutto e per tutto identici al filo da pesca. E voi ce l'avete presente com'è sgarbugliare i nodi del filo da pesca?? Un lavoro ingratissimo.

Poi nel baule c'è una boccetta d'emulsione d'olio d'oliva per quando sbocciano le gloriose ragadi, una boccetta di betadine per quando sbocciano taaaaante ragadi e una d'olio idratante per culetti di bambini da mettere sperando che le ragadi non vengano affatto.

Poi abbiamo minimo due set di spazzole: uno a maglia larga per quando il mondo ci arride e uno a maglia stretta per quando la criniera si presenta come un unico blocco di forfora, sabbia, fango e merda. Abbiamo tutti almeno un pettine: io l'ho comprato con l'aria estatica del proprietario orgoglioso che sa quello che fa, l'ho piantato nella criniera della mucca... e ho passato un'ora a levarcelo. Comunque ce l'ho ancora... lo uso per pettinarle i nodelli... un giorno mi devo far fotografare, a quattro zampe sotto la pancia della cavalla che le lustro gli stinchi pelosi con un pettine della Barbie. Sarebbe l'immagine icona di quanto si può diventare scemi per questi cavalli...

Poi ci va una confezione di guanti di lattice (chiunque abbia un cavallo pieno di ragadi sa perchè). Infiliamo nel baule ancora un pacchettino di fazzoletti, un misero nettapiedi, una striglietta da criceti di silicone da quattro soldi, una brusca economica stile scopettone, una scatolina di grasso... ed il gioco è fatto!! Voilà: oltre al bordo del baule cresce una montagnola di oggetti ordinati alta una spanna. Di chiudere il coso, ovviamente, nemmeno a parlarne.

E quindi?

Eh... e quindi si va in gita alla Leroy Merlin e si compra uno scatolone di plastica grosso come tre trolley uno sull'altro.

Ahhh... adesso ci sta tutto per forza: non è più un baule, è un armadio quattro stagioni! E quindi approfittiamo di tutto questo spazio per portare in scuderia tante cose che avevamo stipato sul fondo del nostro armadio di casa.

Per prima cosa, iniziamo a mettere quel piumone da trecentocinquanta grammi, comprato nuovo in un attacco di pirlitudine... perchè, che volete farci... il frisone nero pece con addosso un piumetto blu royal catarifrangente e con intarsi giallo pulcino... beh, è tutto una figheria. L'ho comprato già pensando a quanto sarebbe stato bello: un accostamento di colori perfetto... certo che se poi abitassi in Val d'Aosta e non nella Pianura Padana, ci sarebbe anche stata una vaga possibilità che quel piumetto mi servisse a qualcosa. E' nuovo, ancora nel pacco e ingombra da morire. Ma non ammetterò mai di essere stata così scema da comprare un oggetto come quello... piuttosto me lo metto sulle gambe quando guardo la televisione e dico che era tutto calcolato.

Sopra il piumetto mettiamo il pile da box, bello piegato: stupendo, blu scuro con bordini argentati, morbidoso, spesso, dall'aria calda... una super occasione, ultima misura... e infatti per la mucca è un po' grosso, ma fa niente: a dicembre le tiene le chiappette belle calde.

Poi l'impermeabile da paddock... pulito... a breve sarà una merda, ma pazienza... poi chissà come mai la mia è l'unica di venti cavalli che esce con il cappottino... bah... comunque, il pile è proprio bello: comprato online per due soldi, di un blu scuro con cinghie bianche, mi piace da matti ed in autunno mi tiene la frisona al calduccio, impedendole di mettere il pelo di uno yeti. E poi mi è subito piaciuto per via della bordatura superiore in morbido agnellino che protegge e avvolge il sacro garrese frisonico.

Poi ci sono i gemelli: due pile da guerra, azzurri con cinghie gialle, identici e deputati all'asciugatura del cavallo supersudato... i gemelli sono puzzolentissimi per sei mesi l'anno e vanno tenuti a debita distanza dal resto del corredo. I gemelli, anche se maltrattati, sono i miei fedeli compagni di polmoniti nei corridoi pieni di spifferi: mentre riscaldano e asciugano la cavalla, io li guardo estatica e ingurgito antibiotici. Perchè due? Beh, perchè il frisone ha un pelo traditore: sembra che sia rado e corto, dato che si presenta liscio e disciplinato, ma appena sudano un po', ecco che si propongono creste insospettabili. Quindi uno dei due pile sopporta il primo impatto, la supersudata fumante mentre la dissello e si subisce anche la rotolatura nel truciolo (si bagna in cinque minuti secchi e congela sui reni della bestia, se non viene rimosso immediatamente) e poi interviene il compare asciutto che scorta la cavalla mentre la passeggio su e giù finchè il mantello assume una piacevole temperatura calduccia e asciutta. A quel punto la cavalla è pronta per la notte e io per la bronchite.

Poi c'è l'impermeabile da paddock leggero... un capolavoro d'ingegneria dei materiali, un regalo dalla gelida Olanda che Anne Okkema mi ha lasciato insieme alla cavalla. Probabilmente, a comprarlo quel coso costerebbe più di tutti gli altri che ho messi insieme: lo uso con parsimonia perchè ci sono affezionata, lo metto solo quando piove di bruttissimo... e lì può venire anche Noè navigando nel letamaio esondato, ma comunque la cavalla mi resta asciutta.

Infine, per ultima, la coperta di spugna che è utile come il nocciolo delle pesche. Diciamo che è sorella del piumone da trecentocinquanta grammi... l'anno scorso andavano di moda e qualche cretino mi ha convinta che senza quella cosa la mia frisona sarebbe morta stecchita, sarebbe annegata nel catarro ed esplosa di tosse: ovviamente io l'ho comprata subito (e in questi frangenti si distingue il cavaliere medio-esperto dal proprietario medio-esperto... e cioè: puoi stare in sella anche come Rodrigo Pessoa, ma se non hai mai avuto un cavallo di cui occuparti in tutto e per tutto, qualsiasi pirla riesce a prenderti per il naso).

Sul mucchio di coperte metto quell'oscena maschera antimosche a mo' di ciliegina, e ci siamo! Siamo pronti per la chiusura della scatola! Mi ci siedo un po' sopra per pressare bene il tutto e poi, con uno scatto felino, incastro il coperchio prima che l'aria rigonfi le coperte.

Ahhhh, fatto! Che bello. La scatola è piena come un uovo e chiusa.

...ma... ma il baule è ancora lì fuori, strabordante, accanto alla scatola in procinto di strabordare per par condicio... uno inchiudibile, e l'altra chiusa, ma che se la apri ti esce tutto fuori a mo' di giocattolo a molla.

Azzo.


Ma dico, perchè? Zioporco, era enorme quella scatola, doveva starci tutto... ma quanta robaccia ho??????

Insomma, vado dalla padrona del circolo e le chiedo ospitalità per i miei oggetti di scuderia.

“Tu sei quella del frisone, vero?” mi fa con occhio furbetto (non ci conoscevamo ancora tanto bene all'epoca).

Eh... sì sun mi, qula matta d'la frisuna... ca ma scusa, madama, ma mi sai nen cuma ca l'è ca sun piena 'd roba ca sai nen dua butè, ca me la daga una man...?

Senza fare tante storie, la padrona mi elargisce un armadietto.

Ahhhhh... vedo la luce: tre ripiani belli spaziosi tutti per me!

La sella se ne sta in selleria insieme alla testiera... quindi nell'armadietto ci posso mettere tutte le cose che ho sparso in giro per il maneggio.

Intanto i sottosella, che in principio erano due, poi sono andati e si sono moltiplicati. Sono andati nel senso che sono partiti, distrutti, scassati, sminchiati... in gran parte per colpa del cane della padrona dal meneggio, una bestia singolarmente apatica, ma che gode segretamente del disintegrare tutto ciò che appartiene ai cavalli. Comunque li tengo... siamo in campagna, più di una volta sono uscita trulla, trulla bardata a festa e poi mi sono trovata a fare il puntaspillli in un giungla di rovi, oppure fradicia sotto la pioggia, o ancora innaffiata di fango sollevato dal cavallo di testa al galoppo... quindi anche i sottosella smangiati hanno una loro funzione, e li tengo a portata di mano... piegati fanno già un bel volume.

Poi il terzo sottosella, anche lui azzurro, il regalo abbinato alle cuffiette: è invernale, spesso come una trapunta e tiene più spazio degli altri due messi insieme.

Il quarto sottosella è di quelli superimbottiti da trekking: si sa che il frisone patisce di schiena e noi che abbiamo l'onore di avere questo tipo di cavalli, ci dobbiamo anche beccare l'onere di badare alla loro spina dorsale sifilitica. Quel sottosella in particolare, una volta piegato è grosso più o meno quanto la sella... sarà anche necessario, ma oh: che palle!

Poi ho un quinto sottosella: quello frisonico, blu e bianco con bordo argentato, superfico da parata (e infatti mai messo)... ma che volete, cinque sottosella non è poi tanta roba... non fosse che quello frisonico è artigianale, fatto come dio comanda, solido e inamidato e occupa spazio come una tenda da campeggio.

Poi ci sono gli agnelli, preziosissimi, fondamentali, in pelo di montone e pelle d'alieno, supermorbidicotonosilanosi che riparano la famosa schiena deboluccia del frsione. Ecco, in questo caso, il numero degli oggetti varia: di tanto in tanto, il cane (sempre il solito) me li fa fuori e li devo ricomprare. Fino a poco fa ne avevo due carini, sintetici ma ben imbottiti, e uno superbo in montone. I due sintetici al cane stavano un po' sul culo e nottetempo si è introdotto nel mio armadietto e ci ha ingaggiato battaglia, restituendomeli la mattina dopo a brandelli. Il terzo, magnifico, è scampato alla strage, ma in una passeggiata di cinque orette ha fatto il gesto sconsiderato di produrre un segnetto sul sacro garrese... che dire una fiaccatura sarebbe stato come dire che la mia Panda somiglia all'Enterprise... le ha fatto giusto una rosetta di un centimetro cubo da entrambi i lati della colonna (nemmeno sbiancata, solo un filino gonfia e che il giorno dopo era già sparita)... e per questo è stato prontamente regalato al cane di merda che, una volta avutolo in regalo ci ha perso interesse (ora sta sui cavalli della scuola, che se ne vanno in giro trulli trulli con un montone da centocinquanta cucuzze sulla schiena... ovviamente io l'avevo comprato usato e non certo a quel prezzo... non scherziamo... devo avere parenti genovesi da qualche parte, per forza). Certo che però il garrese frisonico è una bella rottura di marroni... siamo onesti! Quando non c'è e sta immerso nella ciccia, la sella scivola allegramente di lato come se scorresse su dei rulli, oppure cala un po' il muscoletto e il garrese fa capolino, causando isteria e preoccupazione da parte del padrone. Iddio ci scampi e salvi dai garresi dei frisoni... soprattutto nella fase in cui è la mucca, e cioè con la ciccia che è ormai un ricordo lontano e la muscolatura timida che ci mette una vita a coprire quel vuoto... insomma, sono corsa a comprare degli altri agnelli, tre in tutto, e li ho appallottolati nell'armadietto.

L'asciugamano, per ovvie evenienze, viene riposto in un angolino insieme ad un sacchetto di dolcetti alla mela (il crocchetto alla mela fa alla mia cavalla lo stesso effetto che fa a me il caffè di prima mattina quando mi viene porto appena mi alzo: un tonificante psicologico che mi tiene di buonumore per metà giornata. Con la mucca uguale: sia qualunque cosa, un dolcetto, un frutto, una verdura, va bene anche una manciata di fieno, anche due fili di paglia, lei si accontenta di pochissimo... ma guai a presentarsi in box o in paddock a mani vuote... le viene proprio l'espressione dispiaciuta che viene a me quando mi alzo la mattina e scopro che nessuno ha ancora messo su la caffettiera. Mi fa talmente tenerezza che cerco di non farle mai mancare qualcosa di buono... e lei non fa mai mancare a me una soddisfazione... ultimamente si è arresa al fatto che ogni tanto io le afferri il naso e me lo stringa al petto cullandolo come un bimbo... a volte mi piglia questo raptus... e lei che ha sempre messo il naso susususus più su! per non farsi toccare, da tre settimane fa ha deciso che vabbbbene, se proprio devo umiliarla anche così lo posso fare... proprio perchè sono io... e perchè le porto il dolcetto, di sicuro! E' tutta speciale, la mia mucca).

Nell'armadietto va poi anche il cap, che lascio in scuderia onde evitare di scordarlo da qualche parte. Stesso discorso delle ghette, che ho sempre messo, ma che adesso metto solo d'inverno, per ripararmi dal freddo.

Ho poi tre capezze e due testiere: delle capezze, una è azzurra... ed è anche smangiata dal cane... e sta appesa al box a beneficio della sua ossessione (e del fatto che le capezze vengono perennemente mollate in paddock dai bimbi quando portano i cavalli: quindi ai paddock abbiamo mucchi e mucchi di capezze, e in scuderia nemmeno una a pagarla oro... salvo la mia che, poco poco che la cucco in testa ad un cavallo che sta andando a paddock, faccio voci da muratore perchè mi sia riportata. Praticamente è l'unica capezza residente della scuderia e serve a tutti per acchiappare e mettere ai venti tutti i cavalli presenti). La seconda è nera, carina, economica ma stilosa, e la uso solo quando devo montare in capezza, cioè quasi mai (al momento sto lavorando sulla masticazione del filetto e sulle flessioni: ovvio che fare 'ste robe senza filetto è un filo un controsenso...). La terza capezza è quella rossa con cui la cavalla è arrivata dall'Olanda, un ricordo riveritissimo, che tiro fuori solo di rado per fare delle foto, da un lato ha ricamato Stal Okkema e ne sono molto fiera... conoscendo il cane assassino che abbiamo, me la tengo a casa.

Delle due testiere, una sta in selleria ed è in pvc: il miglior acquisto mai fatto! Sempre pulita, pronta all'uso, morbida, sgargiante, indistruttibile ed economica. L'altra è una truzzissima testiera argentina con un pendente sulla fronte: come la capezza rossa, anche questa la tiro fuori di rado, e solo per cazzeggiare in campagna.

Nell'armadietto mi ci sta ancora il frustozzo da dressage, di sbiego, incastrato in diagonale.

Adesso però l'armadio lo chiudo solo più a calci.

Olè.

Faccio schifo.


Ricapitolando: ho un baule da scuderia che servono tre stallieri forzuti per chiudere, un armadietto che chiudo a calci lasciando ogni volta un segno nuovo sul frustone incastrato nei cardini e una scatola di plastica che è talmente inzeppata da essere consigliabile non riaprirla mai più.


Ecco, ora ditemi se capita solo a me o se è una costante del frisone creare sto casino?!

Per esempio, la mia vicina di box di destra è una QH: la padrona estrae dalle bisacce della sellona numero due spazzole e un nettapiedi, e in cinque minuti la cavalla è sellata in campo. La mia vicina di sinistra è una cob olandese pezzata roana assolutamente stupenda: la padrona non ha nemmeno un suo corredo... usa per cinque minuti secchi le spazzole della scuola ed il cavallo luccica, sellato in perfetto ordine. La dirimpettaia è una trotter: la padrona si cava un nettapiedi dalle tasche, dà due botte sulla groppa della cavalla, si alza una finissima nuvoletta e la bestia è linda e pronta al lavoro.

E poi ci sono io, nel mezzo... io che ho cose sparse a casa, cose sparse in selleria, un baule incasinatissimo, un armadietto chiuso a bestemmie e una scatola enorme tenuta chiusa da una sella australiana messa sopra.

Ma è possibile? E poi dicono che il frisone è un cavallo frugale e facile da tenere a posto... oh, dannazione, ma è solo la mia che mangia come un esercito di cammelli, che è sempre alla ricerca di qualcosa di commestibile in qualsiasi posto sia e che ha bisogno di più manutenzione della Cappella Sistina?? Ma se l'avessi saputo prima mi sarei comprata un pony... anzi, un falabella a forma di frisone, con la coda mozza, la criniera a spazzola e tosato come un militare!

…o almeno mi sarei comprata un baule più grande. Molto più grande.




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Onne 376

Onne 376
DI EMANUELA DEL TUFO, SIMONETTA TALAMI
Siamo davanti al box del maestoso Onne! Ci colpisce subito l’attenzione che ci riserva non appena ci fermiamo davanti a lui per ammirarlo. Chiediamo a Bernadette Hiensch che lo conosce benissimo di dirci qualcosa su questo magnifico stallone, un qualcosa di particolare del suo carattere. Bernadette lo guarda occhi amorevoli e lui ricambia con un atteggiamento molto dolce. Ci racconta che Onne è estremamente amabile ed amichevole, ha un buon carattere che lo rende sempre...

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