Articoli

Frisofantasy

DI ALICE F.
In ogni favola, storia o leggenda c’è sempre lo stesso clima. Fateci caso… la stagione è indefinita, una via di mezzo tra un inverno caldo o un’estate fredda. I personaggi hanno sempre abiti lunghi ma leggeri, portano corazze senza sudare o corpetti senza tremare. Bisogna andare molto lontano in termini qualitativi per leggere di stagioni che sono veramente stagioni… bisogna andare a rifugiarsi tra le pagine di Tolkien, niente di meno.
E lo stesso vale per i cavalli. Avete mai notato?
I cavalli fantasy sono, appunto, cavalli. Spesso hanno una testa, quattro zampe e di solito una coda, o almeno di questo ci informano gli autori. Tra l’altro, i cavalli leggendari hanno ben due razze: grosso o veloce. E due colori: bianco o nero.
Anche qui, per scoprire il sauro, il pezzato, il cavallo d’assalto, quello d’avanguardia, il lavoratore, il fighetto, il magico, tocca andare a chiedere a Tolkien.
Tolkien di cavalli ne sapeva. Il più importante quadrupede delle sue storie è Shadowfax, il celebre Ombromanto, che di giorno è di un colore e di notte di un altro.
Lui sì che la sapeva lunga.
Anche i nostri cavalli sono così. Sono color truciolo/fango/polvere/merda di giorno, poi noi li puliamo e li rimettiamo in box per la notte puliti e di un colore del tutto diverso. La mattina dopo, appena tornano in paddock ricambiano colore.
Ombromanto ci fa una pippa.
Gli altri famosi cavalli di Tolkien sono le Cavalcature Spettrali, gli equidi dei temutissimi Spettri Neri. Occhio iniettato di sangue, mantelli neri sudati, sgroppanti, irritati, bavosi, rampano per un niente, testacce sempre per aria… praticamente: un frisone prima di cena. Quando l’omino magico delle granaglie dona il sacro becchime ai compari di scuderia e li lascia per ultimi a sacramentare in olandese e a rimodellare i ferri prendendo a granaiuole le pareti del box.
Mettiamo uno di quegli Spettri sulla mucca e vi faccio vedere come ridiamo…

Poi, Tolkien non manca di un tocco di moderno realismo in faccende equine. Se c’è un solo cavallo cesso in tutto il libro, chi se lo cucca? L’Umano, ovvio. Aragorn, il grande protagonista, ha un cavallo di merda. E mi pare giusto, precorre i tempi. Insomma: la volpe ha richiesto una cavalcatura degna di lui, quindi snella, veloce, affidabile, solida, leale, instancabile e coraggiosa. Ecco: provateci voi a fare la stessa richiesta ad un commerciante di cavalli…. e lui vi mollerà matematicamente un selle francais di sette anni, sdomo come una zebra e simpatico come un riccio di mare nelle scarpe. E così vi fate un po’ furbi. Mi sa che anche nel libro di Tolkien sia andata più o meno così… che dico: già al capitano esiliato di fresco gli girava il cazzo per un milione e mezzo di ottimi motivi, ti pare che sbuca dalla prateria il primo marameo lercio, puzzone e arrogante che chiede un cavallo e quello gli molla un superstallone spagnolo?? Ma va’… beccati sto cesso che sta appena in piedi e levati di torno, badola!

Giusto ieri, che ero nella prateria di qualcuno (e se il qualcuno scendeva dal trattore incazzato, poi mi toccava anche scappare al galoppo) c’erano tre hobbit che andavano a passeggio con tanto di bastone. Uno mi apostrofa in dialetto elfico e mi fa:
“Madamin, ca ma scusa, ma vaire t’avie pagalu qul caval? Perché l’è propri un bel caval... mi vuria catene un propri parei, ca m’lu venda?”
Ecco, lo sapevo… deve essersi sentito così il capitano esiliato… che poi, per essere precisi… vardi un po’, monsù, ca l’è na cavala… l‘è na fumna. E la vendu nen. Ma se monsù vole catè un frisun, ca savia ca custa caro… si prepari a separarsi da un bel po’ di monete d’argento, caro il mio hobbit! E ora mi perdoni se fuggo, ma sono a caccia di draghi… per non dire che il contadino mi ha vista ed è meglio che mi levi di torno un po’ alla svelta…

Poi ci sono tre grandi uomini di cavalli che hanno un posto speciale nel mio cuore. Tre veri conoscitori di equini che, nel mettere mano alle loro penne, hanno scritto pagine su pagine, nero su bianco, forti delle loro convinzioni.
Ed ecco che, una volta uscite dalle pagine ed approdate nella realtà, quelle parole hanno piazzato un frisone sotto al culo di Zorro… e più indietro ancora, il folto pelo morello stava a contatto con le chiappe elleniche di Alessandro Magno… ancora un passo più indietro nel tempo, il Principe di Persia, sperduto nelle aride sabbie del tempo, ciula al fratello un grosso frisone nero, cosa che scatena da sola una mezza faida di famiglia.
Siamo a posto.

Di Zorro, almeno una cosa si può dire: se non altro i finimenti ci potevano stare. Sì, okkei, era un po’ punkabbistia, un filo tamarro, ma pazienza… Zorro stesso era piuttosto tamarro, basta vedere come andava in giro vestito...
Fossi stata io al posto di Diego de la Vega, invece che vestirmi di pelle nera e farmi infilzare come uno spiedo dal sergente Garcia, mi sarei tenuta occupata dando sei-sette giumente a quel figo di Tornado e messo su un allevamento che Okkema veniva pallido al solo pensiero.
Ma niente, lui è masochista… e farsi punzecchiare il deretano con la spada lo diverte, farsi pugnalare, sparare, avvelenare, impiccare, frustare, pestare a sangue gli dà un segreto piacere… ma mai come lanciarsi in caduta libera a gambe aperte sulla sella del suo fido frisotamarrone. Quello era il massimo. Ci piaceva talmente tanto che lo faceva minimo, minimo una volta a puntata… e poi infatti li vedi i cartoni animati moderni che, data la mancanza di fantasia dei disegnatori, illustrano le vicende dei FIGLI, dei vari eroi fantasy, da Batman all’Uomo Ragno… eppure, chissà come mai, di figli di Zorro manco l’ombra…
Ma ora dimmi, tu, testone d’uno sceneggiatore: ma che cacchio hai fatto? Ma che ci fa un frisone nell’america coloniale? Ma se quando, pochi anni fa, è arrivato in america Doaitsen hanno fatto pure i fuochi d’artificio? Ma io non so… su confessa: credevi che fosse un PRE. Ti hanno messo davanti due cavalloni e ti hanno detto: “Guarda, bel volpone, questo è il cavallo giusto: origini spagnole e monta spagnola… purtroppo è baio oscuro e ha questo merdoso testone puntato in avanti che sembra una giraffa con la cervicale. Questo invece è olandese, non c’entra un cazzo con il tuo film, però è tutto morello e ha una testa alta e fiera che sembra un pezzo degli scacchi. Che si fa?”
E noi sappiamo che hai fatto. Sparapalle a tradimento, che poi i bambini mi chiedono se il mio cavallo è americano come Tornado…

E tu, Alessandro? Alex, Alex, ma che cacchio mi combini su un frisone? Vabbeh che hai conquistato metà del mondo… ma l’Olanda ancora no… e c’è un motivo: ci finivi maluccio con quel gonnellino nell’inverno olandese, eh?! Ti si congelava il coso magno, lì… lo sappiamo noi…
Ma dai, oh, gente: avete scelto il frisone più peloso del pianeta dopo Anton e lo avete piazzato tra le scultoree gambe di un macedone?? Ecco, giusto a proposito di macedonia… E poi, scusate… ma siete fuori come un balcone… ma l’avete vista bene la scena in cui il grande condottiero doma A PELO il frisone che trotta incazzato di qua e di là? Cavolo, mi veniva il mal di stomaco al posto suo. E infatti, anche Alessandro Magno, in quanto a figli, ha fatto un po’ cilecca…

Veniamo al mio preferito. Il Principe di Persia.
Ma tu, sceneggiatore mio, avevi qualche grossa incertezza psichica, vero? Che è, hai scordato le medicine, il giorno che hai messo un frisone nel deserto ottomano? Ma sei pazzo??
Non me lo vedo il principino a mettere pomate su pomate… se ci porto la mia cavalla lì, in mezza settimana mi diventa una ragade fatta a forma di frisone, con tutta la sabbia del Quarto Vuoto d’Arabia infilata nella coda, magra al chiodo e simpatica come Crudelia DeMon.
Ma cacchio, se c’è qualcosa che anche i bambini sanno, è che ne deserto arabo ci sono i cavalli arabi. E i cammelli. Ma è così difficile? Non mi dire che ti hanno detto che era una strana varietà di cammello senza gobbe?! Vabbeh, lasciamo perdere.
Parlando di tutt’altro… ma lo sapete che gli gnomi dell’arcobaleno sono fra noi? Sì, e abitano tutti nella mia scuderia. Lo so… ci abitano un sacco di cose strane nella mia scuderia… Un giorno verrà la NASA e ci farà sloggiare dicendoci che sotto al paddock numero cinque c’è un centro d’attrazione pirlometrica che fa sì che ogni strana creatura nell’arco di venticinque kilometri venga a portare lì il proprio equide.
Figurarsi che in ogni combriccola di pazzi c’è sempre un “normale” che tiene la media abbastanza bassa da non dover allertare la croce verde… e pensate che credono che quella normale sia io. Tsè, siamo spacciati.
Quindi gli gnomi sono benaccetti nel caos generale: sono tappi, coloratissimi e, proprio come quelli dell’arcobaleno, arrivano con pentole d’oro… o meglio: i loro genitori arrivano con pentole d’oro.
Gli gnomi sono attratti dai glitter, dai nastri, dal bodypaint e, soprattutto, dai Minipony.
Bastardissimi Minipony.
Ma perché chi ha inventato i Minipony li ha fatti fuxia? Fuxia e con la criniera arancione? Perché io ne avevo uno appaloosa, bianco latte, con coda e criniera bordeaux mista a fili lucenti rossi e la coperta sul culo a cuoricini rosa?
Ma fosse poi il colore il problema maggiore…
Il vero guaio sono i loro occhi.
Vi sfido a guardare negli occhi di un Minipony senza desiderare di comprare subito un altro cavallo. I loro occhi sono BUONI. Tra le sei sfumature di azzurro (o fuxia) dell’iride c’è sempre spazio anche per dei riflessi bianchi a forma di cuoricini. Sono occhioni enormi, affettuosi, dalle lunghissime ciglia amorevoli e sguardo sempre tenero.
Cazzo, l’unica cosa sempre tenera in un cavallo vero è il controfiletto, fatto al pepe e con il rosmarino. A volte anche la mucca fa quegli occhioni lì: enormi, pupilletta ridotta ad uno spillo, enormi iridi mielate, palpebre spalancate e lunghe ciglia femminili… a quel punto, o le levi la spugna dalle tette o ti arriva una calcio dritto sui denti.
Minipony stocazzo.
E hanno anche un altro difetto: le chiappe. Le loro minichiappettinepony pitturate da Monet… tu pensa che sclero: ogni Minipony ha il suo nome tatuato sul culo. Si chiama Fragolina? Ecco, allora ha un frullato di fragola disegnato sulla chiappa. Si chiama Sinfonia? Ecco le brave notine sul didietro. Si chiama Fulmine? Allora il deretano sfoggia una saetta.
Che stronzi.
Ma oh, progettisti pazzi… prontooooo??? Elfi del paese dei Balocchi, svegliatevi un attimino, là!!
Che per prima cosa io mi ritrovo con la gnoma più furba della scuderia cuccata a pitturare il culo del cavallo con i pennarelli… O peggio, mi trovo uno gnomo cresciuto in cerca dell’arcobaleno perduto che mi tosa il frisone lasciandogli un bel cuoricione di pelo da yeti sulle chiappane.
Che poi, furbetti voi, vi va bene solo proprio perché i vostri Minipony hanno dei nomi del tutto deficienti, non ho mai sentito dei cavalli con quei nomi lì. Certo, ce ne sono alcuni… noi abbiamo un Sole, una Minnie e una Stella che volendo potrebbero fare al caso vostro. Ma se dovessi miniponettare un cavallo che si chiama Mister? Cosa faccio, ci disegno nel pelo quella cosa lì che lo rende un mister? E Denise? Cosa le faccio, una pinup sulle chiappe? Vogliamo parlare di Andromeda? Ci metterei tutto l’inverno a tatuarle addosso la galassia… ma in effetti il suo nome è Rommy fan d’ald Loop, e cosa dovrei fare, tosarla a forma di sputacchio??
No, ragazzi, davvero, basta con queste idee pirla, che poi gli gnometti ci credono davvero…
Tra l’altro, i Minipony sono tutti frisoni non dichiarati, non so se lo sapevate… ma afferrate uno di quei gommini e guardatelo bene: abbondanti crini, trippone, culetti tondeggianti, collo a cigno e zampa ad elefante. Sono chiaramente dei frisoncini colorati, alla faccia dei BP, che saranno anche bicolori, ma quei verdini e quei violetti se li possono proprio scordare!! Oh, là.

C’è solo un ambiente in cui il frisone non attacca: le bambole snob. Barbie e concorrenti hanno ciascuna almeno una scuderia che al confronto le Moorland possono anche andarsi a nascondere, ma non hanno frisoni.
Hanno cavalli inglesi, americani, pony, cani, gatti, galline, foche e alpacha, ma frisoni no.
Però Barbie possiede una cavalla argentina che fa un passo spagnolo da far star male Fuego. Anzi, ne ha due di argentine, di forma assolutamente identica, variano solo nel colore: una bianca e violetta e l’altra giallo pipì. Dico sinceramente che non ricordo affatto i nomi, io le chiamavo Lady e Jacqueline. Lady, la bianchiccia, se non erro si chiamava Diva, mentre Jacky non mi ricordo affatto… le diedi quel nome perché assomigliava ad una trotter che montavo e che si chiamava così… sì, okkei, ci somigliava nei miei sogni…ma chiedo venia, avevo sei anni. Ebbene, le due gemelle erano fisse il quella posizione da passo spagnolo, che in realtà in vita mia ho visto una volta sola in quadro di un Tennessee Walking Horse. Eppure le gemelle avevano questo arcuato collo frisonico abbinato a setelle in fronte e balzane (rispettivamente violette e bianco bava), giusto per far presente che non sono frisone.
Boh, confusione.
La caratteristica più saliente di queste due cavalle era la tappitudine: erano talmente tappe che Barbie, essendo una stangona, faceva un po’ l’effetto che posso fare io su uno shetland. Cioè toccava per terra.
Ben poco turbati da questo curioso problema, i disegnatori fornirono le cavalle di una scatola in cui si illustrava come, posizionando la bambola seduta in sella e con i piedi tesi in avanti e infilati in bocca al cavallo, voilà che il problema si risolveva. Preventivamente, si astennero anche dall’inserire le staffe nella dotazione delle due selle, giusto per non far nascere false speranze.
Se il avessi per le mani ce li metterei io in sella così, seduti sull’osso sacro e con le gambe tese a novanta gradi come Yuri Chechi… sammai che imparano qualcosa sui cavalli.
Ma nonostante le chiare spiegazioni dei disegnini sulle scatole, qualcuno deve essersi reso conto della pochezza intellettuale di quei due giocattoli e la generazione successiva perde infatti ogni connotato del genere. Nascono due affari, che credo si chiamassero Allegra e Champion, due selle francais stangoni, con stelle e balzane in quantità industriale, completo da gara e cipiglio stronzeggiante. L’unica cosa che non cede il passo è la criniera: è così lunga, corposa e setosa che Anton può andare a raparsi a zero. Allegra aveva una faccia talmente snobbosa che non mi piaceva per niente, invece Champion alla fine l’avevo imparato a sopportare… lui, baione effeminato bloccato in un eterno passage.

Non so se lo fanno apposta a disegnare cavalli sempre in posizioni perfette… mai visto uno zoppo o intento a grattarsi le chiappe, mai visto un cavallo nella tipica posizione dell’equide che si sta addormentando in piedi o che si inciampa e finisce con il naso per terra. Niente, nell’immaginario, i cavalli sono quasi tutti frisoni e quasi tutti perfetti.
E poi noi dobbiamo sorbirci le ammirate domande dei compari di scuderia che hanno cavalli magnifici e pure senza ragdi…. Cavolo, è tutta colpa della frisofantasy!!
Questa strana mania del frisone… ma perché vedete solo i lati positivi o solo quelli supernegativi??? Ma ragazzi, scusate… intanto, tu che rompi le palle, levati di torno, perché il frisone sarà anche un cavallo da tiro, ma tu hai un avelignese che sta acquisendo la ciccia di un percheron, quindi levati dalle scatole… e tu che esalti tanto questa magnifica razza vieni qui, invece, vieni un po’ qua… no, chinati proprio lì sotto e acchiappa questa schifosissima pomata: ecco, va spalmata lì, al pastorale, hai capito??
Ecco... venite da me che vi sistemo io, terroristi frisofantastici… venite da chiunque noi che ce n’è abbastanza per tutti!
 
Commenti

Inserisci commento

Per inserire commenti è necessario essere utenti registrati ed aver eseguito il login.

Incontriamo Giuseppe Schifano e Avalon

DI MICHELA LAGOMARSINO
Li abbiamo sempre ammirati dagli spalti delle arene che ospitavano gli spettacoli più suggestivi! Abbiamo sognato i loro passi di danza e siamo rimasti stregati dalla bellezza di Avalon. Per il pubblico di FrisoBook in esclusiva, ecco la tanto attesa intervista a due star dei galà equestri: Giuseppe Schifano e Avalon! Grazie Giuseppe per aver accettato l’invito di FrisoBook, vorremmo conoscere un po’ più da vicino te e Avalon; iniziamo da lui: FrisoBook -...

Ultimi commenti

Discussioni degli utenti

Ultime foto inserite