Articoli

Cosmopolitan

DI ALICE F.
So per certo che ci sono, tra voi frisobookiani, un botto e mezzo di proprietari di frisoni. E so che fra questi ce n’è un numero discerto che tiene il cavallo a casa. Ma la maggioranza di noi è gente di scuderia: padroni, affidatari, allievi delle scuole appassionati di mantelli mori e colli da toro.
Ora, ditemi che non è vero, se osate…. La verità è che i nostri maneggi a volte fanno concorrenza alla neuro.
Ma mica per scherzo.
Cominciamo dal reparto visionari…

IL GURU
Il guru c’è in tutti i maneggi, per forza: costruiscono i maneggi con il guru già dentro.
Il santone, il sussurratore di castronerie, l’ayurvedico palpeggiatore di groppe, il samurai dell’agopuntura. Insomma, un cacazzo infernale.
L’approccio del guru è questo: tu arrivi in un nuovo maneggio. Il guru si appropinqua con passo felpato e ti scruta, ti squadra, ti soppesa. Se possiedi un cavallo, passa ad analizzare quello, diversamente tiene scrupolosamente d’occhio il modo in cui riponi gli oggetti di selleria. Il guru, inizialmente tace, osserva e riflette. Ti sorride in modo educato, si presenta con una trascendente stretta di mano e se ne va. Ma mai troppo lontano. Non se ne va mai del tutto. Lui va a zonzo nel maneggio, e non ti lascia mai da sola nel dubbio. Ed infatti eccolo: al primo dubbio che dimostri arriva per spandere la sua sapienza.
Tu sei lì, che consideri il fatto che il tuo merda di cavallo ha messo su altri quindici chili di purissima ciccia e ti tocca mollare di un buco il sottopancia. Ed eccolo il guru, molestissimo, che ti consiglia di tirare un sacco per stringere bene. Tu ti opponi: insomma… un buco non è poi un gran problema… e se poi non si riesce a tirarlo, è evidente che sta benone così e che la sella non scivolerà.
Il guru si scandalizza.
Il buco è un problema eccome. I buchi sono fondamentali, nella vita. Guai a sottovalutare i buchi.
Ma non c’è di che preoccuparsi: il guru conosce un metodo infallibile che è disposto a condividere con te per pura bontà del suo cuore. Il metodo in questione è antichissimo, ha avuto origine prima del medioevo, prima del Neolitico e anche prima del cavallo. Funziona benissimo, sempre e senza intoppi, soprattutto quando lo usa lui, il guru. Ci sono dei trucchi del mestiere che solo il guru conosce e che nessuno meglio di lui sa sfruttare: nel tempo libero tiene anche un corso serale per insegnare ai neofiti il suo metodo, così da spandere nel mondo una mentalità che, con un po’ di fortuna, sarebbe schiattata con lui. Ma nada… ha allievi, il guru… si perpetra senza dover procreare, il maledetto…
E così tu ti ritrovi ad osservare il tuo cavallo che si gode il massaggio shiatsu gratis, e sia tu che lui avete un grosso punto interrogativo stampato in fronte. L’unico sicuro di sé, è proprio il guru che picchietta sistematicamente il tuo cavallo in quel determinato punto magico che lo farà dimagrire istantaneamente di due centimetri ai riscontri.
La costernazione del guru aumenta mano a mano che il cavallo, ben lungi dal dimagrire, si sta talmente rilassando da sciogliere anche quei due o tre muscoletti che ha e diventare così ancora più largo di prima. Dopo il catastrofico fallimento, il guru sentenzia che non gli è mai successo in vita sua e che è certamente colpa del chi del tuo cavallo che è profondamente avverso alla sua energia benefica.
Il guru è sempre pronto a salvare animali di ogni tipo, insistendo nel raccontarti storielle semidemenziali sul come e quando ha salvato dozzine di animali da morte certa.
Peccato, certo, che monta come una capra e vorresti tanto dirgli di scendere onde salvare lui da morte certa.

Ogni maneggio che si rispetti ha come minimo un’orda di principianti, tra i quali due si distinguono in modo particolare: l’ansioso e l’ipersicuro.

IL PRINCIPIANTE ANSIOSO
Solitamente una donnina di mezza età, innamorata da sempre del mondo equestre, ma che non ha mai avuto occasione di praticare lo Sport dei Re. Si avvicina con una profonda voglia di imparare, una serena umiltà e sincero rispetto per la bestia che le viene affidata. Il più cesso dei doppipony, dopo essere uscito dalle sue amorevoli manine, diventa un mezzo cavallo da dressage: lustro, pettinato, pulito e bendisposto al lavoro. Il suo unico difetto è l’ansia che l’accompagna ad ogni passo: teme che ogni benchè minimo gesto possa far del male al suo compagno equino. Arriva a chiederti se la carota è alla temperatura giusta. Cioè… fosse poi congelata come uno stick… ma è una normalissima carota a temperatura ambiente! Eppure la dolce signora se la coccola tra le mani cinque minuti e la scalda come una pentola a pressione prima di offrirla alla sua cavalcatura.
Piccina. Una cosa però va detta del principiante ansioso: che, novanta volte su cento, poi l’ansia passa. E quando se ne va del tutto, l’ansia lascia dietro di sé un cavaliere responsabile, intelligente, esperto e in media decisamente in gamba. E, lasciati perdere i doppipony, dalle sue mani iniziano ad uscire cavalli grandiosi. Arrivano ombrosi, infastiditi, lerci e maltenuti, lei li prende in fida ed ecco che il mostro baio si dimostra un castrone spagnolo di tutto rispetto; lo scheletro ambulante rivela con il tempo un grandioso nasino arabo, arcuato fra i begli occhi selvaggi; il ciccione navicolitico si scolpisce la muscolatura dei suoi giorni migliori passeggiando nei campi.
Beati i maneggi con un ex principiante ansioso. Sono amiche eccezionali e cavalieri di tutto rispetto.

IL PRINCIPIANTE IPERSICURO
Solitamente è un uomo sulla quarantina, peggio ancora se è un ippobabbo che ha cavalcato due volte in vita sua al mare in Sardegna da giovane, e ora porta i figlioletti a vivere con lui quest’esperienza mistica.
L’ipersicuro non chiede mai: lui fa. Fa un sacco. Fa tutto e subito, non importa come, basta fare. Se poi si ritrova nella sgradevole situazione di dover dimostrare alla prole che è un epserto (i padri lo sono sempre), il danno è garantito.
Per un certo periodo c’è stato un soggetto del genere in maneggio. Poverino… soprattutto perché, nell’ansia di dimostrare che sapeva tutto, faceva un sacco di cazzate ed era sempre dietro a farsi urlare dietro dall’istruttrice.
Però… oh, gente, come si fa a restare seri mentre il glorioso genitore fa da parte la figlioletta che non riesce ad allacciare il sottopancia al pony. Il padre afferra l’oggetto con cipiglio eroico ed inzia a tirare… ma mano a mano che la faccia gli diventa rossa e la fronte si imperla di sudore, diventa chiaro che l’impresa è disperata: tira quello che vuoi, ma le cinghie proprio non ci arrivano…
E con che faccia ti presenti tu, dal gladiatore sconfitto, spiegandogli che ha voglia di tirare, ma dato che sta cercando di allacciare un sottopancia da dressage ad una sella da salto, beh… non ce la farebbe nemmeno Ercole.
Come si fa a non sbottare un “oh, cazzo!” vedendo i cavalli rientrare dopo la lezione non tanto con le staffe tirate su, ma proprio con gli staffili bloccati alla sella da nodi navali che nemmeno l’Ammiraglio Nelson?? E come non fare gli occhi a pesce palla vendendo il grande capo usare la nasalina come filetto e poi stupirsi che la capezzina non riesca ad arrivare alle orecchie?? E che dire dello sguardo depresso del pony che, pazientemente, sopporta per la terza volta nella settimana di ritrovarsi con il cuoio in bocca??

In ogni maneggio vive poi un esperto.

L'ESPERTO
Di solito un essere evanescente ed insospettabile: di solito è un uomo sulla quarantina o una ragazza molto giovane. Due personaggi che a guardarli non gli si darebbe alcun credito: vestiti spesso male, gli manca sempre un pezzo: oggi hanno solo un guanto, domani avranno un’unica ghetta e ieri si sono presentati con le brache al rovescio.
L’esperto si fa i cazzi suoi. E infatti di solito sono in pochi a sapere che è esperto. E’ educato e sorridente, ma lascia che ciascuno viva l’equinità secondo i propri desideri.
Solitamente c’è qualcosa, in lui o nel suo cavallo, che fa sì che venga giudicato come un povero demente. Ad esempio, l’esperto del mio maneggio, quando sono arrivata io, si era presentato con grande affabilità e grande allegria. Solo dopo la padrona del posto mi disse che il suo cavallo era quello là… salvato in punto di morte e con una gamba fracassata: del tutto zoppo e con un disgustoso rigonfiamento putrido sulla ferita ancora aperta dove l’osso era stato colpito da non si sapeva che cosa. Chiaramente, uno che compra un cavallo così è un pirla totale. Senza dubbio l’avevo liquidato con quel giudizio sommario. Certo che, un anno dopo, devo riconoscere che il cavallo con la zampa rotta è diventato un micidiale cavallo da trekking, che ha riscoperto la vita in lunghe passeggiate con il suo amatissimo padrone, quasi non zoppica più e, al momento, il cavallo dell’esperto è così bravo e buono che tutti glielo invidiano.
L’esperto spesso è più un cavallaro che non un cavaliere e lo diresti un cretino. L’esperto non si reputa un esperto. Quando l’esperto si mette seduto al contrario sulla sella, non lo fa per fare il figo, ma solo per vedere come reagisce il cavallo. L’esperto non applica un metodo né una tecnica precisa: fa quello che serve e mette addosso al cavallo quello che gli va meglio.
Un esempio? Il nostro esperto monta all’inglese, con una sella australiana, un sottosella da endurance, in brideless, con un frustozzo da dressage, il più delle volte con cappello da baseball, chaps, occhiali da sole e k-way.
A volte non lo vediamo per giorni. Né lui, né il cavallo. Poi tornano da chissà dove con una tenda legata alla sella e l’aria soddisfatta del conquistadores vittorioso. Ma non dicono a nessuno perché, non raccontano e non spiegano. Se gli fai le domande giuste, rispondono, ma sempre con umiltà e non capendo il tuo stupore davanti alle imprese che ti raccontano.
L’esperto, purtroppo, non è una dotazione standard di tutti i maneggi.
A volte c’è… ma spesso e volentieri no.

Facile da confondere con l’esperto, è invece la figura del Sottuttoio (questa sì, onnipresente).

IL SOTTUTTOIO
Figura drammatica specialmente perché di solito coincide con la figura del proprietario o istruttore del circolo.
La cosa più saggia da fare è prendere il sottottuio e illustrargli la strada per Fanculonia. Certo che, se è il tuo istruttore, non lo si può mandare affanqualcosa così facilmente. Anzi: a volte, sottrarsi alle grinfie di un istruttore saccente è davvero impossibile. Spesso si continua a sopportare le scemenze dell’instruttore spaccapalle perché interrompere i rapporti è fisiologicamente impossibile: tagliare questo legame significa inimicarsi ogni membro, bipede e quadrupede, della scuderia. Tanto vale cambiare direttamente maneggio.
Il sottuttoio sa tutto, ma non fa niente. E’ un genio inabile.
Il guaio è che, come è facile scambiare l’esperto vero per un cretino, è altrettanto facile scambiare un cretino per un esperto. Dando retta alle precise e ben dettagliate istruzioni di un sottuttoio i cavalieri riescono a prodursi nelle peggio cazzate quasi senza accorgersene.
Se in natura c’è giustizia, nel mondo dei sottuttoio equestri, la giustizia ha spesso la forma di uno zoccolo volante piantato in un ginocchio. Perché se le chiacchiere affascinano e incantano i poveri cavalieri, il cavallo non se la beve facilmente: squadra il sottuttoio, sopporta un po’ le sue castronerie e poi gli rende pan per focaccia alla prima occasione.
Il sottuttoio del mio maneggio, nemmeno a dirlo, è una bimbaminchia. O meglio una teenager che a cavallo è una pippa pazzesca, però va in giro truccata e vestita alla moda. Vi dirò che non è nemmeno il peggior sottuttoio equeste di mia conoscenza… ho una parente, io, che in quanto a questo li batte tutto: è senza rivali. La teenager è una serena scocciatura: strilla, urlicchia, sventola sciarpe a mo’ di torero ed è tanto se si trattiene dallo schioccare fruste per aria. Insomma: cerca con un determinato impegno di far ammazzare qualcuno, e nel frattempo spiega a tutti come si monta a cavallo. Una considerevole frullatura di palle. L’unica soluzione sono i tappi per le orecchie: due per il cavallo, che così non sente i suoi gridolini da principessa sul pisellino e due per me, così non sento le cazzate che dice.


L'AUTODIDATTA
E veniamo all’autodidatta, che è di due tipi: la vecchia gloria ed il casereccio. Solitamente un maneggio ha l’uno o l’altro, difficilmente entrambi, perché le due figure si odiano a morte e faticherebbero a coesistere nello stesso circolo.
Purtroppo, la vecchia gloria è molto spesso l’istruttore. Autodidatta glorioso, ai bei tempi, lui/lei ha studiato un metodo di lavoro tutto suo che in pochissimo tempo a reso lui/lei più cavallo/a un assoluto binomio campione, un autentico successo non documentato e mai sentito prima. Ma comunque un grande successo. La vecchia gloria è una palla al piede: ha la testa tutta nel passato, snobba le moderne tecnologie ed insegna metodi passati alla storia come idee pirloidi, per di più rivisitati da lui/lei in persona… giusto per dargli un tocco personale e fin più schizoide.
Il casereccio è grezzo, ruvido come il pane di segale… ma è uno che si fa valere. Uno che un giorno si è ritrovato in mano un cavallo, quasi per sbaglio, quasi senza volerlo… un puro di cuore, uno che sale a cavallo come si sale sulle scale, senza finezze, senza fronzoli… in modo solo e semplicemente efficace. Mai una cuffietta, mai un paratendini, una fascia, un nastro… i cavalli del purista casereccio sono puristi quanto lui: sembrano sparati fuori dritti dal far west. Ah, e chiaramente sono tutti cavalli americani, perché la monta inglese è TUTTA un fronzolo. Ce né uno, di cavaliere casereccio, nel mio maneggio e spesso andiamo a passeggio insieme: io con la cavalla nera, tutta in tinta celeste, più nastri che crini, e lui sulla sua argentina tuttomuscoli tuttosauro, perfino i finimenti sono sauri. Siamo la barzelletta del paese.

A volte ci capita di uscire la sera tutti insieme. Beviamo qualcosa e ridiamo delle nostre disavventure. Ordiniamo un Cosmopolitan e ci facciamo compagnia, noi che, come ogni maneggio, siamo un mondo del mondo, un microcosmo in evoluzione costante, un universo parallelo dove ciascuno di noi ha il proprio posto speciale…
Il mio prende luce dai soli gemelli di Andromeda… e nessun cocktail può eguagliarne la complessità di ingredienti.
 
Commenti
  • Scuderia La Matassina
    07.03.2012 - ORE 22:21:39
    Scuderia La Matassina dice:
    #1
    Cara Alice, eh si devo dire che mi è capitato di incontrare un sottuttoio... ed era proprio il proprietario del maneggio in cui tenevo i cavalli...per farla breve : dopo pochi mesi sono scappata di corsa e ho cambiato maneggio , in quanto ogni volta che lo sentivo urlare nei corridoio mi veniva un'orticaria tremenda!!! E' stato più forte di me ;)
  • Giorgio Bianchi
    08.03.2012 - ORE 21:17:31
    Giorgio Bianchi dice:
    #2
    Tutto vero! Ahahahahah! Bellissimo articolo!
  • Elisa Rugi
    09.03.2012 - ORE 10:00:13
    Elisa Rugi dice:
    #3
    Stupendo articolo!!!
    Via allora devo dire che mi è andata bene al maneggio, tra questi personaggi mi ritrovo nel principiante ansioso hihi ma fortunatamente ancora non ho scovato personaggi come il sotuttoio se escludiamo alcune bambine che vorrebbero fare un po' le maestrine, tanto la rubarmi il grasso di mano perchè glielo vogliono mettere loro al mio cavallo....che vuoi? il cavallo è mio ed anche i suoi zoccoli, ridammi il grasso!
  • Alice F
    09.03.2012 - ORE 21:34:48
    Alice F dice:
    #4
    Ely... siamo oneste... nel tuo vecchio maneggio avevi un sottuttoio che pochi possono sperare di eguagliare... ^_^
    Il sottuttoio, prima o poi arriva... come gli orecchioni!!
  • Elisa Rugi
    13.03.2012 - ORE 12:58:48
    Elisa Rugi dice:
    #5
    ahaha non lo avevo preso in considerazione il vecchio maneggio...ancora mi chiedo come sia possibile che un cavallo possa cambiare dal giorno alla notte come ha fatto lei.
  • fabiana ragusa
    20.03.2012 - ORE 01:01:35
    fabiana ragusa dice:
    #6
    anch io mi rivedo nel principiante ansioso, spero un giorno di diventare in gamba...bell articolo come sempre alice ;-)
  • Alice F
    20.03.2012 - ORE 21:59:10
    Alice F dice:
    #7
    ^_^
  • Raffaella Coccetta
    24.05.2012 - ORE 22:00:52
    Raffaella Coccetta dice:
    #8
    Cacchio è vero!!!!! il mio meneggio brulica di esperti e di sottuttoio....e anche di certi che dicono che con il frisone ci si fanno solo delle belle bistecche!!! fanculo gente sono felice di essere la donnina di mezza età ansiosissima per la sua cavalla Frisona...ma non la mucca è! hihihih!!! Ali anche questo articolo è fantastico lo stampooooo e lo metto in bacheca ahahahah!!!!

Inserisci commento

Per inserire commenti è necessario essere utenti registrati ed aver eseguito il login.

L’Olandese Volante 2- Il ritorno

L’Olandese Volante 2- Il ritorno
DI ALICE F.
Ci risiamo. Ve lo ricordate che cos’è un Olandese Volante? (che non sono io in quanto non-olandese?) Ecco, sarà che i cretini mi puntano come le falene con la carta moschicida, ma ogni tot di tempo sbuca nelle mie giornate un equi-babbeo che mi fa venire tanta, ma tanta voglia di brevettare un nuovo utilizzo per i cubi di sale da scuderia. Tal babbeo, ad onor del vero, stavolta era una babbea. Una equi-web-babbea. Allora: già io trovo ridicolo leggere quanta gente...

Discussioni degli utenti

visualizza tutte le discussioni
PROBLEMA DERMATITE
Creato il 01 dicembre 2017 alle ore 15:48:55
OFFRO FIDA COMPLETA FRISONE FEMMINA, 11 ANNI, BUONA
Creato il 21 settembre 2017 alle ore 21:48:53
CONSIGLI PER MONTARE
Creato il 10 settembre 2017 alle ore 12:29:52
CERCO FRISONE
Creato il 25 giugno 2017 alle ore 16:59:28
CONSIGLI PER SELLA
Creato il 24 novembre 2016 alle ore 19:09:41
1 commenti. - Ultimo commento di Alice F
Pubblicato il 02 febbraio 2017 alle ore 20:58:06
CRINIERA CORTISSIMA
Creato il 06 ottobre 2016 alle ore 17:39:33
1 commenti. - Ultimo commento di Federica Bollini
Pubblicato il 12 marzo 2017 alle ore 16:32:44